Italgas, a Gazzo Veronese hub biometano da 2 mln. Dell'Orco: il settore può "ridurre dipendenza energetica"

Due milioni di euro di investimento, 12 milioni di metri cubi l’anno di biometano immessi in rete, abbastanza per soddisfare i consumi medi annui di circa 13.000 famiglie. Sono i numeri dell’ultimo impianto inaugurato da Italgas

Il taglio del nastro dell'impianto di Gazzo veronese - Italgas
Il taglio del nastro dell'impianto di Gazzo veronese - Italgas
22 giugno 2026 | 15.07
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Due milioni di euro di investimento, 12 milioni di metri cubi l’anno di biometano immessi in rete, abbastanza per soddisfare i consumi medi annui di circa 13.000 famiglie. Sono i numeri dell’ultimo impianto inaugurato da Italgas, quello di Gazzo Veronese, basato su una tecnologia che di norma viene usata solo per i grandi progetti e che la società ha deciso di utilizzare per la distribuzione: il Digital reverse flow. L’impianto, spiega all’Adnkronos l’Ad di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco, riceve biometano da quattro diversi impianti di produzione di gas prodotto principalmente da biomasse agricole, reflui zootecnici e sottoprodotti agroalimentari.

Quello di Gazzo Veronese “è un impianto molto rappresentativo dell’avanzamento tecnologico di Italgas e della sua politica industriale. Normalmente il singolo impianto è collegato alla rete di distribuzione, noi avevamo quattro richieste diverse e le abbiamo fatte convergere nello stesso punto – spiega l’Ad – In più c’è la tecnologia di inversione del flusso: normalmente il biogas viene iniettato e va direttamente alle utenze finali, ma soprattutto nel periodo estivo può succedere che la produzione sia superiore alla domanda; noi con questo impianto lo possiamo indirizzare verso la rete che va in tutta Italia”, rendendo virtualmente infinita la capacità di assorbire la produzione di biometano. Quella di Gazzo Veronese non è l’unica rete integrata dalla tecnologia di Digital reverse flow: lungo il network Italgas sono presenti anche gli impianti di Avetrana (Ta) e Terranova dei Passerini (LO) e se ne stanno realizzando altri due a Poggio Rusco (Mn) e Ostellato (Fe). Le zone perfette per questi impianti, spiega l’Ad, sono quelle non urbane, dove la rete è più piccola e dove c’è il rischio di non essere in grado di ricevere biometano in tutti i mesi dell’anno. Come il resto del network Italgas, anche l’impianto veronese sarà controllato attraverso Dana (Digital advanced network automation), il sistema proprietario di automazione e telecontrollo della rete, che consente la gestione da remoto, il monitoraggio in tempo reale e il funzionamento automatico degli impianti.

Il biometano, spiega ancora l'Ad, “è una parte essenziale del nostro piano di investimenti: con la distribuzione creiamo le condizioni perché se ne possa aumentare la produzione. In Italia il biometano ha un potenziale molto alto: mettendo insieme tutti i progetti in costruzione incentivati dal Pnrr, si stima che verranno realizzati più di 500 impianti, arrivando a pareggiare la produzione nazionale di gas naturale. Gli addetti ai lavori stimano si possa arrivare oltre 8 miliardi di metri cubi di produzione, con un potenziale sul lungo periodo di addirittura 15 miliardi, ovvero circa il 25% del fabbisogno italiano di gas. Sarebbe un ottimo strumento per ridurre la dipendenza energetica dell'Italia dai paesi esteri”. Negli ultimi anni, il Gruppo Italgas ha rafforzato il radicamento nel Nord Est ampliando il perimetro delle concessioni, investendo in nuove sedi e creando lavoro stabile. “È un’aria su cui puntiamo molto. Investiremo, solo quest’anno, 200 milioni di euro, con una parte considerevole degli investimenti guidata dalle nuove concessioni di gas. Abbiamo vinto quella per la provincia di Belluno, e a breve ci saranno altre gare. La più imminente è quella di Vicenza 2, consegneremo l’offerta a fine mese”, dice l’Ad.

Attualmente il Gruppo conta circa 800 dipendenti; tra il 2025 e la prima metà dell'anno in corso ha già inserito 75 nuove figure professionali e conta di arrivare, entro dicembre, ad assumerne ulteriori 30. "Dietro ogni investimento per lo sviluppo delle infrastrutture ci sono persone, competenze e professionalità che li rendono possibili e concreti – ha dichiarato Durante – Un piano come quello che Italgas sta realizzando nel Nord Est non può prescindere da un importante impegno del Gruppo sul fronte occupazionale”.

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