Il rapporto 2026 avverte Roma per l'inverno demografico e la spesa previdenziale
L'Italia non ha più tempo. L'Ocse invita il nostro Paese ad aumentare il passo sulla riforma del lavoro. "In un contesto di invecchiamento della popolazione, molti giovani italiani non hanno un'occupazione, non seguono un corso di formazione o lasciano il Paese" scrivono nella sintesi dell'Economic Survey dedicato all'Italia, presentato a Roma dal capo economista Stefano Scarpetta. "Proseguire il lavoro avviato dalle riforme per migliorare ulteriormente la transizione dalla scuola al mondo del lavoro, la formazione professionale e dei lavoratori, nonché riformare le politiche del mercato del lavoro contribuirebbe ad aumentare la partecipazione dei giovani nel mercato del lavoro".
Permane un ampio divario di riscossione delle imposte relativamente ai numerosi lavoratori autonomi, mentre il regime fiscale semplificato può incoraggiare il lavoro autonomo. "Incoraggiare i pagamenti digitali invece di quelli in contanti contribuirebbe a frenare le attività non dichiarate e a sostenere la riscossione delle imposte", si legge .
"Una riforma tributaria complessiva incoraggerebbe gli investimenti produttivi e l'occupazione, sostenendo al contempo le entrate. La pressione fiscale sul lavoro è elevata in particolare per quanto riguarda i contributi previdenziali, e rischia di scoraggiare il lavoro regolare, soprattutto nelle fasce di retribuzione più basse", afferma.
Il deficit dell'Italia segna 3,1% nel 2025, calerà al 2,9% nel 2026 e ulteriormente al 2,8% nel 2027. Il debito pubblico dal 137,1% dello scorso anno passa al 137,5% di quest'anno e al 137,4% il prossimo. La disoccupazione cala dal 6% del 2025 al 5,6% del 2026 e poi risale lievemente al 5,7% nel 2027. L'inflazione dopo il 1,6% del 2025 risale al 2,4% nel 2026 e poi cala all'1,8% nel 2027. Il saldo primario sale dallo 0,6% del 2025 allo 0,9% quest'anno e all' 1,1% nel 2027. "Sarà necessario compiere notevoli sforzi per riportare il debito pubblico su un percorso più sostenibile, in un contesto caratterizzato da costi pensionistici elevati e crescenti pressioni sulla spesa", scrive l'Ocse nell'Economic Survey.
L'elevata quota di spesa destinata alle pensioni e le crescenti pressioni derivanti dall'invecchiamento della popolazione, dai cambiamenti climatici e dalla difesa richiederanno risparmi compensativi, si afferma. "Occorre adottare una strategia di più lungo termine che intensifichi gli sforzi per frenare la spesa legata all'invecchiamento della popolazione, in particolare i costi delle pensioni, accresca l'efficienza della spesa e renda il sistema fiscale più efficace e favorevole alla crescita", aggiunge l'Ocse.
In Italia "il debole dinamismo imprenditoriale e l'elevata quota di piccole e microimprese incidono negativamente sulla crescita della produttività e sull'innovazione. Proseguire nella semplificazione del contesto regolatorio e fiscale, nel potenziamento del sostegno pubblico alla Ricerca e Sviluppo e nel miglioramento delle competenze e delle pratiche manageriali contribuirebbe ad accrescere la produttività".