La Commissione europea ha annunciato, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati membri, l'istituzione dell'8 agosto come 'Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori'. La data non è casuale: l'8 agosto 1956, nella miniera di carbone del Bois du Cazier a Marcinelle, in Belgio, morirono 262 lavoratori di dodici nazionalità, 136 dei quali italiani, emigrati in cerca di lavoro e di un futuro. È la più grave tragedia della storia dell'emigrazione italiana, di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario. L'Europa arriva dove l'Italia era già arrivata venticinque anni fa: dal 2001, con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 1° dicembre, l'8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
Confintesa partecipa alle commemorazioni del settantesimo anniversario, in programma a Marcinelle oggi e domani, 7 e 8 agosto, con una delegazione confederale guidata dal segretario generale, Francesco Prudenzano, che, intervenendo al convegno 'Marcinelle 1956-2026, l'Europa del lavoro, dei popoli, della dignità', ha dichiarato: "Marcinelle non è un santino da esporre una volta l'anno. È il punto esatto in cui l'Europa ha imparato, nel modo più atroce, che il lavoro senza sicurezza e senza dignità non è sviluppo: è consumo di vite umane. Settant'anni dopo, quella lezione non è ancora compiuta: nel solo 2025 sono pervenute all'Inail 1.093 denunce di infortunio mortale, tre in più dell'anno precedente. La Giornata europea avrà senso se diventerà uno strumento di prevenzione, formazione e controlli. Se resterà un rito, avremo tradito due volte quei minatori".
"C'è poi una verità - ha aggiunto - che a Marcinelle va detta per intero. Nel 1956 i lavoratori stranieri che morivano nelle miniere d'Europa eravamo noi. Oggi, in Italia, i lavoratori stranieri muoiono sul lavoro con un'incidenza più che doppia rispetto ai colleghi italiani. Onorare i nostri minatori significa garantire a chi lavora oggi nel nostro Paese, chiunque sia, da dovunque venga, le tutele che allora furono negate ai nostri emigranti. La dignità del lavoro non ha passaporto". La delegazione confederale prende parte alle cerimonie ufficiali presso il sito del Bois du Cazier, oggi patrimonio mondiale Unesco, insieme alle istituzioni italiane, belghe ed europee.