Materie prime, Ciafani (Legambiente): "Ribaltare paradigma contro risiko mondiale"

Parla all'Adnkronos il presidente di Legambiente facendo il punto sulle strategie necessarie a tenere insieme approvvigionamento e tutela degli ecosistemi ambientali. "Le materie prime critiche fortunatamente non stanno solo nell'Artico o in Groenlandia ma sono nel sottosuolo di tutti i continenti"

Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani
Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani
04 febbraio 2026 | 18.40
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"Serve ribaltare il ragionamento per smettere di pensare al risiko mondiale delle materie prime critiche". A dirlo all’Adnkronos è Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, a margine dell’evento 'l’Italia in cantiere', facendo il punto sulle strategie necessarie a tenere insieme approvvigionamento e tutela degli ecosistemi ambientali.

La questione tocca dossier geopolitici delicati come quello della Groenlandia su cui Ciafani chiede che dall’Unione europea e dall’’Italia arrivino "voci più ferme contro ogni tentativo di accaparramento". Anche perché, spiega il presidente, “le materie prime critiche fortunatamente non stanno solo nell'Artico o in Groenlandia ma sono nel sottosuolo di tutti i continenti. Ci sono alcune aree dove le criticità dell'ecosistema ambientale devono essere salvaguardate, ed è il caso appunto dell’Artico e della Groenlandia”. Quello che bisogna fare quindi è “lavorare sulle miniere urbane che ci sono in tutti i paesi” a partire dai “rifiuti d'apparecchiatura elettronica che devono essere raccolti sempre più in maniera differenziata” industrializzando i “processi per recuperare tutte le materie prime critiche che sono all'interno di questi dispositivi”.

In questo contesto geopolitico troviamo la Cina, “che punta a occupare porzioni di terreno del continente africano per conquistare territori dove si possono coltivare nuove miniere”. Quindi, prosegue il presidente “non c'è solo un problema di tutela di aree delicate come l’Artico o la Groenlandia, il problema è quello di dover invertire il ragionamento, abbiamo un'industria fiorente dell'economia circolare che ci permette di evitare di andare a trivellare nel mondo il gas e il petrolio ma porzioni di sottosuolo per recuperare quelle materie prime critiche che sono intorno a noi e che dobbiamo intercettare prima di farle finire in discarica”. In generale il presidente Ciafani ha sottolineato che “dovremmo essere più efficaci nel fermare qualsiasi ipotesi di accaparramento di nuovi territori che stanno emergendo con grande nonchalance nelle ultime settimane come se stessimo giocando a Risiko”.

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