Sace presenta il Piano Strategico 2026-2028, nuovi impegni per 150 mld

Frutto di un percorso di ascolto di oltre 400 imprese. Pignotti, 'approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile '

Sace presenta il Piano Strategico 2026-2028, nuovi impegni per 150 mld
11 giugno 2026 | 12.31
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Alla vigilia del traguardo dei suoi primi 50 anni (è stata creata nel 1977) Sace, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha presentato SACE50, il Piano Strategico 2026-2028 che definisce le priorità e il ruolo di leva di politica industriale ed economica del Paese. Quello approvato dal Consiglio di Amministrazione di SACE è un piano che nasce da un percorso di ascolto di oltre 400 imprese, in un contesto globale in rapida trasformazione, caratterizzato da elevata incertezza. In questo quadro - si sottolinea - Sace supporterà le imprese mettendo a disposizione circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni per il periodo 2026-2028, articolati in circa 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028.

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Il livello complessivo degli impegni - sottolinea l'Agenzia - "si colloca in continuità rispetto al triennio precedente ma con una diversa composizione, coerente con le nuove priorità strategiche individuate: rafforzamento del ruolo di Sace a supporto della proiezione internazionale delle imprese italiane e maggiore capacità di intervento su iniziative nazionali ad alto impatto sistemico".

Il Piano rafforza il ruolo di Sace a supporto delle imprese italiane nei percorsi di crescita sui mercati esteri, "con particolare attenzione alla diversificazione dei mercati di sbocco, al rafforzamento del sostegno alle filiere produttive e al sostegno dei settori a maggiore potenziale per il Made in Italy". In particolare l'obiettivo è di "sostenere le filiere ad alto potenziale di export e internazionalizzazione. Le filiere core individuate sono: automazione e meccanica strumentale, infrastrutture e costruzioni, economia blu e cantieristica, difesa e aerospazio. A queste si affiancano settori strategici del Made in Italy, tra cui digitale e microelettronica, automotive, agroalimentare, chimica, energia, siderurgia e metallurgia, tessile". La diversificazione sarà anche geografica, a sostegno delle opportunità nei mercati emergenti ad alto potenziale, tra cui Asia, Medio Oriente e Nord Africa e America Latina, e con un rinnovato impegno al consolidamento delle relazioni industriali e commerciali sulle c.d. filiere cross-border (cioè quelle catene produttive integrate tra imprese italiane e imprese estere) nelle economie avanzate.

Pignotti, 'approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile '

Nel nuovo quadro strategico assume un rilievo specifico l’operatività sul mercato domestico attraverso la Garanzia Archimede, che rappresenta lo strumento principale di impiego della garanzia dello Stato, per promuovere investimenti addizionali in iniziative strategiche del Paese. Nel triennio, questi interventi sono previsti in crescita progressiva fino a circa 14 miliardi annui, per un totale di circa 32 miliardi, con una concentrazione su operazioni di elevata rilevanza e su portafogli di investitori istituzionali da selezionare in base ad addizionalità, sostenibilità economica e rilevanza per il sistema produttivo.

Per raggiungere la missione e i target del Piano, Sace punterà su quattro leve e due abilitatori chiave che includono l’evoluzione del modello di servizio in ottica advisory, il rafforzamento e l’ampliamento della gamma di prodotti e servizi, la valorizzazione della complementarità tra le società del Gruppo e il consolidamento delle partnership con il sistema pubblico, finanziario e istituzionale, anche al fine di ampliare la capacità complessiva di intervento.

Oltre a valorizzare la missione storica di Sace a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione il nuovo piano - osserva l'ad Michele Pignotti - "segna anche un cambio di passo nel supporto pubblico alle imprese italiane con un approccio orientato ad addizionalità, selettività e impatto misurabile per accompagnare le aziende nei mercati internazionali, rafforzare la competitività delle filiere e indirizzare la garanzia pubblica a sostegno di nuovi investimenti nel Paese, valorizzando l’effetto leva e il coinvolgimento di capitali privati, coerentemente e in raccordo con gli strumenti europei di garanzia, al fine di concentrare risorse pubbliche su mercati, filiere e progetti d’investimento in grado di produrre ricadute tangibili sulla crescita del Paese". Per il Presidente Guglielmo Picchi il nuovo piano valorizza "appieno la missione originaria della società a supporto dell’export e della proiezione internazionale delle imprese italiane, da sempre motori della crescita del Paese. In un contesto in cui economia e geopolitica sono sempre più connesse, rafforziamo il nostro impegno per sostenere il Made in Italy nel mondo e contribuire alla competitività dell’Italia, lavorando in sinergia con le istituzioni, il sistema finanziario e tutti gli attori del Sistema Paese".

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