Sostenibilità, Ponti (Confindustria): "Italia leader della circolarità, ora serve una politica industriale"

Servono 'regole certe e sostegno alla domanda green'

Lara Ponti - (Foto Adnkronos)
Lara Ponti - (Foto Adnkronos)
14 maggio 2026 | 15.01
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“L’Italia ha già compiuto passi da gigante nell’economia circolare e oggi si conferma tra i Paesi europei più avanzati sul fronte della circolarità industriale. Le imprese hanno investito molto in questa direzione e numerosi indicatori mostrano performance superiori alla media Ue. Ora però bisogna passare da una dimensione prevalentemente tecnica a una vera politica industriale sostenibile, con una visione strategica che consenta al Paese di mantenere la propria leadership”. Così Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria, durante l'ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare che si è tenuta a Roma; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea.

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Secondo Ponti, il primo nodo da affrontare riguarda il quadro normativo: “Serve una regolazione chiara, stabile e soprattutto una capacità concreta di attuazione. In Italia questo resta un tema decisivo e auspichiamo che la politica adotti strategie realmente funzionali allo sviluppo dell’economia circolare”. La vicepresidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessità di rafforzare la domanda di prodotti e servizi sostenibili: “Il settore pubblico può diventare un potente volano di mercato. Negli appalti pubblici andrebbero premiate le imprese che investono in circolarità e servirebbero incentivi fiscali capaci di sostenere questa trasformazione”.

Ponti ha inoltre evidenziato come innovazione e sperimentazione rappresentino elementi centrali per la competitività industriale: “L’economia circolare è una frontiera industriale avanzata e ha bisogno di condizioni che consentano di sperimentare, innovare e anche sbagliare rapidamente. Questo non è compatibile con tempi burocratici troppo lunghi o con vincoli pensati per impianti già a regime”. Da qui l’appello a costruire un ecosistema favorevole agli investimenti: “Quello che serve è una visione chiara di dove vogliamo andare e una capacità altrettanto chiara di realizzarla”.

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