"La Space Economy non è più un settore specialistico, ma una componente essenziale della competitività, della sicurezza nazionale e della capacità industriale del Paese. Per l’Italia fare scala significa trasformare competenze scientifiche, capacità produttive e innovazione in presenza strategica nello spazio". Lo ha affermato Valerio De Luca, Presidente del Polo Italiano per il Cyber e la Space Economy (Pics) e Direttore Generale di Spes Academy, intervenendo ieri a Roma all’incontro “Space Economy e Dual-Use: la filiera italiana alla prova della scala”, promosso da The Adam Smith Society e Arthur D. Little. De Luca ha partecipato alla sessione “Costruire la scala: istituzioni e industria per una filiera competitiva”, insieme a Gianluigi Baldesi dell’Esa, Massimo Claudio Comparini di Leonardo, Andrea Gilli del Nato Defense College e dell’Università di St Andrews e Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di Avio. I lavori sono stati moderati da Federico Monga, giornalista de La Stampa.
Nel suo intervento, De Luca ha richiamato le forti asimmetrie che caratterizzano la competizione globale nello spazio, in particolare tra Europa, Stati Uniti e Cina, sul piano degli investimenti, dei capitali privati, della scala industriale e della capacità di sostenere programmi complessi nel lungo periodo. Secondo il Presidente del Pics, la sfida europea consiste nel costruire una filiera spaziale integrata, capace di mettere in relazione grandi imprese, Pmi, startup, università, centri di ricerca e capitale privato, rafforzando al tempo stesso il ruolo delle istituzioni pubbliche.