The Cal 2027, India protagonista tra star e ritratti di strada

Per la prima volta nella storia del Calendario Pirelli è realizzato da due fotografi: il norvetese Sølve Sundsbø e dal maestro Raghu Rai, il cui progetto è stato portato a termine dalla figlia Avani Rai

 - dal backstage del Calendario Pirelli 2027 di Sølve Sundsbø e Raghu Rai con Avani Rai, foto di Alessandro Scotti
- dal backstage del Calendario Pirelli 2027 di Sølve Sundsbø e Raghu Rai con Avani Rai, foto di Alessandro Scotti
24 luglio 2026 | 17.17
Federica Mochi
LETTURA: 3 minuti

L’India è la protagonista del Calendario Pirelli 2027, un Paese vasto e complesso, celebre per la sua bellezza, diversità e profondità culturale. Per la prima volta nella storia di The Cal, il progetto è affidato a due fotografi distinti: il norvegese Sølve Sundsbø e il grande maestro indiano Raghu Rai. La scelta di affiancare una prospettiva occidentale e una indiana nasce dalla volontà di creare un dialogo artistico tra due visioni autorevoli e complementari. Dopo la scomparsa di Raghu Rai, sua figlia Avani Rai, fotografa di fama internazionale, ha raccolto il testimone per portare a compimento il progetto seguendo le intenzioni originarie del padre.

Sundsbø, celebre fotografo di moda, già autore di The Cal 2026, e noto a livello internazionale per il suo linguaggio visivo distintivo, si confronta con lo sguardo di Raghu Rai e di Avani Rai, profondamente radicato nella realtà indiana. Il risultato è un racconto che intreccia colori, volti, impressioni e contrasti, restituendo tutta la ricchezza e la complessità dell’India contemporanea. “Quando abbiamo iniziato a parlarne, mi è stato subito chiaro che non avrei potuto realizzare questo progetto da solo - ha spiegato Sølve Sundsbø -. Non ne avevo il diritto. E quando mi hanno detto che avrebbe partecipato il signor Raghu Rai, per me è stato come incontrare un dio della fotografia”. Il suo contributo si concentra soprattutto sui ritratti: “Mi sto concentrando sui ritratti delle persone di questo Paese e lascio ad Avani il compito più difficile: cercare di catturarne l’anima”.

Il lavoro di Avani Rai sviluppa invece il concetto originariamente immaginato dal padre, portandolo però fuori dallo studio e nelle strade dell’India. “In origine mio padre aveva pensato di utilizzare come sfondo alcune sue opere inedite e di realizzare il progetto in studio. Quando ho deciso di portarlo avanti, però, ho sentito che lui apparteneva alle strade. Così ho trasferito la stessa idea tra le persone che aveva fotografato per tutta la vita. Mi pongo dietro di lui: inquadro lui, il suo lavoro e la realtà che esiste 30, 40 o 50 anni dopo”.

Sølve Sundsbø ha realizzato i suoi scatti tra il Forte di Jaigarh, a Jaipur, e Ajabgarh, nello Stato del Rajasthan. Avani Rai ha invece scelto le strade della Vecchia Delhi, tornando in molti dei luoghi che il padre aveva raccontato nel corso della sua lunga carriera.

Per la serie di Sundsbø posano alcune delle personalità più note della scena culturale e creativa internazionale e indiana: le attrici Aditi Rao Hydari, Avantika Vandanapu, Freida Pinto., Anoushka Shankar, musicista e compositrice, Rupi Kaur, poeta e performer, le modelle Lakshmi Menon e Bhavitha Mandava, Padma Lakshmi, autrice, produttrice e imprenditrice e la fotografa Avani Rai. Il progetto di Avani Rai coinvolge invece oltre 200 persone, tra cui cittadini comuni, danzatori, artisti di strada, artigiani, musicisti e performer. Tra i protagonisti compare anche sua madre, Gurmeet Rai.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza