Lorena Isceri, lanciata dal cavalcavia dell'A1. L'appello del padre alla politica: "Fate in modo che non accada più". Meloni: "Faremo la nostra parte fino in fondo" - Video

In un filmato accorato si è rivolto al Capo dello Stato Mattarella e alla presidente del Consiglio perché agiscano affinché tragedie come quelle di sua figlia non si ripetano. Su Fb la risposta della premier: "Continuare a proteggere le donne e le loro libertà"

Lorena Isceri - (Fotogramma/Ipa)
Lorena Isceri - (Fotogramma/Ipa)
05 settembre 2026 | 15.51
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"Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, illustrissima Presidente del Consiglio dei Ministri, politici tutti, sono Franco il papà di Lorena, un padre distrutto". Inizia così il video appello diffuso da Franco Isceri, il padre di Lorena, la 45enne uccisa dall'ex, Federico Vella, che l'ha lanciata da un calvalcavia sull'A1.

"Mia figlia era una brava ragazza straordinaria, educata e studiosa e dedita al studio e al lavoro. Aveva tanti sogni e progetti, ma ora non ne ha più e con lei in fondo a quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere la voglia di vivere una famiglia distrutta". “Chiedo a tutta la politica di essere unita – aggiunge - prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra né sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore un abbraccio a tutte le donne italiane”.

Meloni: "Faremo la nostra parte fino in fondo"

"Davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà" scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

"Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore - scrive la premier - che è difficile anche solo immaginare. Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più. In questa legislatura - anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento - abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo".

"Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società - conclude Meloni - che protegge le donne e la loro libertà".

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