Tlc, a Roma confronto su impatto Digital Networks Act

Al Centro Studi Americani dialogo sul futuro delle reti digitali

Incontro 'Digital Networks Act (DNA): impatti per l’Italia' - Foto CSA
Incontro 'Digital Networks Act (DNA): impatti per l’Italia' - Foto CSA
22 maggio 2026 | 17.21
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Le implicazioni del nuovo quadro normativo europeo per le reti digitali e ai suoi riflessi sul sistema Paese, con particolare attenzione agli effetti sul settore delle telecomunicazioni e sulle strategie di politica industriale e digitale in ambito nazionale ed europeo, sono state al centro dell'incontro 'Digital Networks Act (DNA): impatti per l’Italia', ospitato dal Centro Studi Americani a Roma.

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L’evento, realizzato in collaborazione con FiberCop, ha rappresentato un’importante occasione di confronto su un dossier strategico per la competitività europea e per lo sviluppo delle infrastrutture digitali. Il programma ha previsto un keynote speech del professor Peter Alexiadis, dal titolo “Il DNA nel dibattito europeo e nazionale”, seguito da una tavola rotonda moderata da Angela Gargani, Public Affairs Director di FiberCop, con gli interventi di Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali, Formazione e Digitalizzazione del Senato della Repubblica; Marco Benacchio, Responsabile dell’Ufficio Regolamentazione Reti di Comunicazioni Elettroniche di AGCOM; Innocenzo Genna, della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Alessandro Iodice, Consulente dell’Ufficio Legislativo presso il Gruppo Parlamentare Lega Salvini Premier.

Il Digital Networks Act è l’iniziativa europea volta a semplificare il quadro regolatorio delle comunicazioni elettroniche, sostenere le reti di nuova generazione e rafforzare il mercato unico digitale. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come il DNA mira a favorire un contesto più stabile per gli investimenti e accompagnare la modernizzazione delle infrastrutture, a supporto della trasformazione digitale dell’Europa e dell’Italia, ma di fatto lascia alcuni vuoti regolamentari rinviando a scelte successive anche da parte degli Stati membri.

Dal dibattito è emersa la necessità di un approccio equilibrato e flessibile, capace di tenere conto delle peculiarità delle infrastrutture nazionali. In particolare, è stato sottolineato che velocizzare l’adozione della fibra attraverso soluzioni rigide — come l’adozione di una data a livello UE per lo switch-off del rame — non è una soluzione.

È stato inoltre richiamato il valore di una transizione guidata dal mercato, con tempi prevedibili, in grado di garantire stabilità agli investimenti e preservare un corretto equilibrio concorrenziale. Allo stesso tempo, è stata ribadita la centralità della tutela dei consumatori nelle fasi di upgrade tecnologico, evitando meccanismi che possano tradursi in migrazioni forzate verso tecnologie diverse dalla fibra, aumento dei costi o limitazioni della libertà di scelta. Tra i temi centrali dell’incontro è emerso con forza il riconoscimento delle telecomunicazioni come infrastruttura strategica per la difesa nazionale, la sovranità digitale e l'indipendenza tecnologica dell'Europa. Un cambio di paradigma che richiede di superare le logiche settoriali e gli interessi particolaristici per costruire una visione condivisa di lungo periodo sul ruolo delle reti nell’ecosistema digitale mondiale. In questa direzione è emerso il convincimento che un mercato unico non possa essere creato semplicemente imponendo prescrizioni e processi uniformi, ma richieda piuttosto la costruzione di mercati nazionali competitivi e la previsione di condizioni di accesso che favoriscano naturalmente la convergenza e l'integrazione.

Il convegno ha confermato la necessità di un confronto continuo tra tutti gli attori istituzionali, regolamentari e di mercato per affrontare la sfida del bilanciamento tra l'esigenza di trasformazione tecnologica e digitale dell’UE con il rispetto delle peculiarità nazionali, tra la tutela della concorrenza e la sostenibilità economica degli investimenti, tra l'armonizzazione e la flessibilità necessaria a governare mercati ancora profondamente eterogenei.

L'obiettivo di creare condizioni uniformi per tutti gli operatori deve fondarsi sulla costruzione di un contesto che favorisca realmente l'integrazione dei mercati e stimoli finalmente la domanda di connettività avanzata, senza la quale anche le migliori infrastrutture e applicazioni tecnologiche rischiano di rimanere sottoutilizzate.

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