I risultati della ricerca di NeXt Economia e Cisl sul benessere, la partecipazione e la generatività delle lavoratrici e dei lavoratori
"Il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori è una questione di partecipazione: a livelli più alti di partecipazione corrispondono livelli più elevati di benessere (+18%). Questa una delle evidenze principali che emerge dalla ricerca nazionale promossa da NeXt Economia e Cisl sul benessere, la partecipazione e la generatività delle lavoratrici e dei lavoratori". A dirlo Lorenzo Semplici, Phd responsabile del Centro studi e valutazioni di NeXt economia. "Tre - spiega - sono i fattori che determinano una partecipazione maggiore: l’attitudine generativa delle lavoratrici e dei lavoratori; il contributo del sindacato alla partecipazione stessa; il lavorare in un’azienda che predilige una gestione più partecipata, basata su decisioni condivise, cambiamenti concertati e riunioni per un engagement strategico/strutturale e non formale/episodico, un modello che sarebbe desiderato dall’83% del campione e in cui solo il 30% si trova a lavorare".
"Secondo i risultati - analizza - del modello a equazioni strutturali utilizzato (necessario per distinguere tra effetti diretti e mediati), la generatività ha un impatto robusto totale sia sulla partecipazione (0.244) sia sul benessere (0.208), vale a dire che il desiderio di lasciare un’impronta e di essere protagonista attivo anche della vita lavorativa favorisce sia la partecipazione, sia direttamente il benessere. Il contributo del sindacato è l’elemento più forte in assoluto per attivare la Partecipazione (1.434). Il suo impatto sul benessere (0.435) è interamente mediato (non è diretto): senza lo snodo della partecipazione, l'energia sindacale non si trasforma automaticamente in benessere".
"Il sindacato - fa notare - agisce come abilitatore di partecipazione, un ruolo che dovrebbe essere direzionato anche in quelle dimensioni chiavi per un effettivo ingaggio dei lavoratori nei processi strategici Esg, che oggi guidano la transizione delle organizzazioni: catena di fornitura (G), rapporto con il territorio (S), sostenibilità ambientale (E). Inoltre, il lavorare in aziende a gestione più partecipata ha un impatto significativo totale sia sulla partecipazione (0.9708) sia sul benessere (0.5827): un ambiente favorevole alla partecipazione spinge la stessa e, contemporaneamente, rende più felici perché fa sentire parte di un progetto e di una comunità (lavorativa)".
"Questi tre fattori - osserva Lorenzo Semplici - già significativi quando separati, vedono aumentare la propria capacità di incidere sulla partecipazione e sul benessere quando si combinano positivamente fra di loro, dando vita a un modello di sussidiarietà circolare organizzativa (sco), secondo cui ciascun attore (persona, sindacato, azienda) deve fare la propria parte per l’obiettivo comune di un miglior livello di benessere dentro le aziende. Il tutto è superiori alle parti: combinando sussidiarietà circolare organizzativa e partecipazione si arriva a un + 20% del livello di benessere rispetto a una loro assenza, raggiungendo i 7.42 punti (su 10)".
"La ricerca - ricorda evidenzia come sussidiarietà circolare organizzativa e partecipazione agiscano come equalizzatori delle diseguaglianze di genere e territoriali, rispettivamente nella partecipazione (prima) e nel benessere (poi), annullando i gap esistenti fra uomini e donne e fra Sud e Centro-Nord".
"Dunque - conclude - il benessere in azienda aumenta in misura maggiore, senza più diseguaglianze, quando l’intero sistema è 'abilitante' e quando ciascuno, in maniera coordinata, fa la sua parte per un obiettivo condiviso (razionalità del noi). La sfida per il futuro è costruire architetture organizzative e relazioni industriali capaci di costruire questo sistema e di tradurre in prassi operativa la sussidiarietà circolare organizzativa".