FII Priority Europe 2026: capitali del Golfo, difesa e autonomia strategica al centro del summit di Roma

26 giugno 2026 | 11.25
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Dal 17 al 19 giugno Roma ha ospitato FII Priority Europe 2026, il summit europeo del FII Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita diventata negli ultimi anni uno dei principali punti di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi e imprese globali. Oltre 1.600 tra investitori, policymaker e leader d'impresa si sono riuniti a Roma sotto il tema "Europe Reimagined: Capital, Sovereignty & Strategic Autonomy", con una domanda comune al centro: come finanziare una nuova stagione di competitività europea senza perdere autonomia industriale e coesione. Yasir Al-Rumayyan, Governatore del Fondo pubblico saudita per gli investimenti (PIF), presidente di Aramco e del FII Institute, ha fornito stime piuttosto significative: sono state individuate 140 opportunità di cooperazione con l'industria europea, per un valore complessivo di 10,4 miliardi di euro entro il 2030. PIF ha investito quasi 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito tra il 2017 e il 2025, contribuendo, secondo le sue analisi, con 70 miliardi di euro al prodotto interno lordo e sostenendo circa 160.000 posti di lavoro.

Le discussioni si sono estese ben oltre le questioni puramente finanziarie. La sicurezza energetica, la difesa e la resilienza delle catene di approvvigionamento sono stati temi centrali, anche in linea con il contesto geopolitico e le potenziali interruzioni del traffico marittimo in Medio Oriente continuano a pesare sui mercati globali. Diversi relatori hanno sottolineato la necessità di aumentare la capacità di stoccaggio, diversificare le rotte commerciali e rafforzare le infrastrutture critiche. Uno dei panel più seguiti della seconda giornata è stato dedicato al ciclo di investimenti in sicurezza e difesa, nel quale è intervenuto anche Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato del Gruppo Fincantieri. Nel suo intervento, l’AD ha richiamato l’Europa alla necessità di un rilancio strategico, fondato sulla valorizzazione dei propri punti di forza industriali e sulla costruzione di una base industriale europea solida. Un obiettivo che passa, in particolare, dalla capacità delle istituzioni di attivare meccanismi che favoriscano cooperazione, rapidità di esecuzione e sviluppo della produzione a livello continentale.

Intervenuto il 19 giugno, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricondotto le sfide emerse nel summit alla questione della competitività industriale europea. La principale debolezza del continente, ha sostenuto, non risiede nelle risorse ma nella lentezza dei processi decisionali e produttivi: i conflitti in Ucraina e nel Mar Rosso hanno reso evidente che "velocità, quantità e resilienza" sono oggi fattori determinanti quanto il capitale. Crosetto ha inoltre richiamato l’attenzione su alcune norme europee in materia di concorrenza, giudicate un ostacolo alla nascita di campioni industriali capaci di competere su scala globale, un argomento che ha trovato sponda nelle posizioni espresse dagli altri relatori del panel sulla difesa.

A chiudere i lavori è stato un videomessaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha inquadrato il summit nella prospettiva più ampia del ruolo italiano ed europeo nel nuovo contesto geopolitico. Meloni ha sostenuto che per l'Europa non è più sufficiente operare come grande piattaforma commerciale e regolatoria: il momento attuale richiede autonomia strategica, capacità industriale, sovranità tecnologica e maggiore peso negli equilibri economici internazionali. Sul rapporto con i Paesi del Golfo, la Presidente ha indicato l'Italia come interlocutore naturale, forte della propria posizione nel Mediterraneo e dei legami costruiti negli ultimi anni con Riyadh. Il FII, ha concluso, è precisamente il luogo in cui questa convergenza tra capitali, idee e progetti prende forma concreta.

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