Onu: "Non condividiamo gran parte di ciò che dice Francesca Albanese"

Le parole del portavoce di Guterres dopo che Francia e Germania hanno chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi. Albanese: "Mai detto che Israele è nemico dell'umanità, io diffamata"

Francesca Albanese - Fotogramma /Ipa
Francesca Albanese - Fotogramma /Ipa
12 febbraio 2026 | 16.51
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Francesca Albanese? "Non siamo d'accordo con gran parte di ciò che dice". A dirlo, dopo che Francia e Germania hanno chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Stephane Dujarric.

"Non userei i termini che lei sta usando per descrivere la situazione", ha aggiunto Dujarric in un incontro con i giornalisti. Commentando le richieste di dimissioni, il portavoce Onu ha poi spiegato che "se gli Stati membri hanno un problema con i relatori speciali, è una questione che spetta a loro affrontare".

Anche la Germania chiede le dimissioni di Albanese

Dopo la Francia, oggi anche la Germania ha chiesto oggi le dimissioni della relatrice speciale dell’Onu per le sue parole su Israele e il sistema "nemico comune dell'umanità" rilasciate sabato scorso alla presenza di un dirigente di Hamas e del ministro degli Esteri iraniano.

"La signora Albanese si è già permessa in passato numerose uscite fuori luogo. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele: non può ricoprire questo incarico", ha scritto su X il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul.

La relatrice Onu: "Mai detto Israele nemico dell'umanità, falso e diffamatorio"

''Non l'ho detto'' che Israele è un nemico comune dell'umanità, ''ma critico lo stato di Israele. E' nella dinamica del processo delle Nazioni Unite'', ha dichiarato intanto Francesca Albanese intervenendo a Piazza Pulita su La7. ''Tutto quello che è stato detto di me è falso ed è diffamatorio'', ha aggiunto.

"Mi sento sostenuta dalle Nazioni Unite perché sono gli stati che decidono", ha continuato Albanese, spiegando: ''Al di là di Francia, Germania e Italia continuo a ricevere apprezzamenti istituzionali'' per gli ''850 giorni spesi a documentare atti di genocidio''.

''Gli attacchi costanti all'Onu hanno indebolito l'organizzazione'', ma ''se cadono le Nazioni Unite cade l'istituzione a garanzia della pace'', ha avvertito Albanese.

''E' gravissimo'', secondo la relatrice, quello che ha detto il ministro degli Esteri di Parigi Jean-Noël Barrot "a nome della Francia. Perché è un attacco senza precedenti sulla base di informazioni non veritiere contro un esperto tecnico delle Nazioni Unite che comunque ha un alto rango all'interno del sistema, chiedendone addirittura le dimissioni''. ''Tutto ciò che è stato detto di me è falso, quindi è diffamatorio", ha poi ribadito.

Non è casuale, ''non mi meraviglia'' che l'Italia, la Francia e la Germania si siano allineate nell'attaccarla, ha aggiunto. ''L'Italia e la Germania sono i primi fornitori in Europa di armi a Israele''. ''La Francia ha la popolazione di cittadini israeliani più importante d'Europa'', ha aggiunto.

''L'Italia è uno dei più importanti difensori di Israele'' e ''la Germania davanti alla Corte giustizia internazionale è accusata di complicità in genocidio'', ha affermato.

E ancora: ''Sono veramente stanca io per la senatrice Liliana Segre, per la quale porto grandissimo rispetto'', perché viene ''sempre presa a modello per negare un genocidio''. Ma ''non è giusto strumentalizzare il vissuto e l'esperienza di una persona''. Albanese ha poi affermato di non aver ''mai detto'' che una sopravvissuta all'Olocausto non potesse parlare di genocidio.

"Da Albanese dichiarazioni oltraggiose e colpevoli", cosa è successo e perché

Ieri la Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale dell'Onu dopo le dichiarazioni definite "oltraggiose e colpevoli" dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. La Francia, ha spiegato, "condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e colpevoli della signora Francesca Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile".

Le parole di Barrot sono arrivate dopo che martedì scorso la deputata Caroline Yadan e diversi altri parlamentari francesi avevano chiesto a loro volta le dimissioni di Albanese. Yadan ha definito come "retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite" le dichiarazioni rilasciate dalla relatrice Onu, che descrivevano Israele come un "nemico comune dell'umanità". Secondo Yadan, un mandato delle Nazioni Unite richiede "imparzialità, moderazione e senso di responsabilità" e non può trasformarsi in "una piattaforma per posizioni radicali". E ha così invitato la Francia a intervenire affinché la Albanese venga rimossa con effetto immediato.

Barrot ha affermato che le parole della Albanese sono "assolutamente inaccettabili" e ha denunciato "una lunga lista di posizioni scandalose", citando in particolare dichiarazioni che avrebbero minimizzato o giustificato il 7 ottobre, da lui descritto come "il peggior massacro antisemita dopo l'Olocausto", nonché riferimenti alla "lobby ebraica" o paragoni tra Israele e il Terzo Reich.

Secondo Barrot, Albanese non può rivendicare lo status di "esperta indipendente" delle Nazioni Unite. "Non è né un'esperta né indipendente; è un'attivista politica che diffonde discorsi d'odio", ha affermato, ritenendo che le sue posizioni minino la causa palestinese che afferma di difendere. Parigi ne chiederà ufficialmente le dimissioni durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il 23 febbraio.

Tajani: "Affermazioni non adeguate a suo ruolo"

Sul caso è poi intervenuto anche il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani con un post su 'X': "Le posizioni di Francesca Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell'Onu - ha scritto - non rispecchiano quelle del governo italiano. I suoi comportamenti, le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le Nazioni Unite".

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