Il vertice G7 di Évian-les-Bains, svoltosi dal 15 al 17 giugno 2026, si è chiuso su una nota di convergenza che pochi avrebbero previsto alla vigilia. L'elemento politicamente più rilevante è stato il cambio di registro dell'amministrazione americana su entrambi i dossier principali: l'Iran e l'Ucraina. Infatti, per la prima volta dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, il G7 ha emesso una dichiarazione congiunta su temi cruciali di sicurezza internazionale, con la firma del presidente americano, un fatto raro e, nell'attuale contesto, tutt'altro che scontato.
Il dossier iraniano ha dominato la prima parte dei lavori, sospinto da un accordo già in fase di formalizzazione. Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno firmato un memorandum d'intesa in quattordici punti che prevede la cessazione immediata delle operazioni militari, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la rimozione delle sanzioni americane sull'Iran. Il testo apre una finestra negoziale di sessanta giorni, prorogabile di comune accordo, per definire un accordo finale, con particolare riguardo al programma nucleare di Teheran.
Nella dichiarazione congiunta, i leader del G7 hanno accolto favorevolmente l'accordo definendolo un'opportunità storica per impedire a Teheran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce regionali e balistiche legate alle sue attività. Sul piano marittimo, il comunicato è andato oltre le dichiarazioni di principio: i sette hanno concordato che l'iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante per facilitare la ripresa del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili e supportando la verifica della rimozione delle mine.
Il capitolo ucraino ha prodotto quello che Macron ha definito un "momento Évian": un cambiamento molto profondo nell'approccio di Trump, più in ascolto di Zelensky rispetto al passato. La dichiarazione congiunta firmata da tutti i Sette, incluso Trump, afferma il sostegno incrollabile a Kiev, ma va oltre la retorica. I leader hanno elogiato la resilienza ucraina e i progressi sul campo di battaglia, riconoscendo l'esistenza di un nuovo slancio, e si sono impegnati ad aumentare le forniture di difesa aerea, di sistemi e intercettori aggiuntivi e di capacità a lungo raggio.
Évian-les-Bains si è svuotata il 17 giugno lasciando in eredità due risultati tutt’altro che scontati: un memorandum USA-Iran siglato nella notte a Versailles e una dichiarazione congiunta sull’Ucraina con la firma di Trump. Due esiti che, alla vigilia del vertice, apparivano difficilmente raggiungibili e che restituiscono l’immagine di un G7 capace, almeno in questa fase, di ritrovare una fragile ma concreta convergenza sui principali dossier internazionali.