Axios: chieste modifiche all'intesa su scorte di uranio arricchito e riapertura di Hormuz. Ghalibaf: "Ok ad accordo solo se garantiti diritti nostro popolo". Katz: "Preso il controllo della fortezza Beaufort in Libano, issata bandiera Israele"
"Preferirei raggiungere un accordo" tra Iran e Usa "perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz al momento della firma. L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo". Così, a Fox News, il presidente americano Donald Trump, commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati con Teheran.
"È stato molto interessante. Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nucleare'. È una grande differenza - ha affermato Trump -. Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta".
"La loro marina è completamente distrutta, al 100%. La loro aeronautica è completamente distrutta, al 100%. Il loro esercito, invece, lo abbiamo in qualche modo lasciato stare, perché riteniamo che sia in una certa misura moderato", ha poi continuato il leader Usa.
"Abbiamo eliminato diverse figure della leadership e in realtà abbiamo lasciato stare il loro esercito. La gente sarà sorpresa nel sentirlo, perché nelle guerre sono stati commessi errori quando si è distrutto tutto e tutti, e poi ci si ritrova con un Paese che per 40 anni non riesce più a ricostruirsi - ha spiegato -. Guardate cosa è successo con l'Iraq".
Il presidente americano avrebbe intanto chiesto una serie di modifiche al memorandum d'intesa in fase di definizione con l'Iran prima di procedere con la firma. Secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell'amministrazione americana, Trump vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio altamente arricchito ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo.
La bozza dell'accordo prevede attualmente l'impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni per negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato. Il presidente americano - riferisce una fonte - intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: "Ci sarà un accordo", ha dichiarato un alto funzionario, precisando che la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana.
"Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i diritti del popolo iraniano", ha affermato intanto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran.
"Coloro che si occupano di diplomazia non hanno fiducia nelle parole o nelle promesse degli Stati Uniti", ha proseguito Ghalibaf, aggiungendo inoltre che le eventuali modifiche al settimo piano di sviluppo del Paese saranno esaminate da commissioni parlamentari specializzate, con particolare attenzione alla ricostruzione dopo i danni della guerra.
Sul fronte del conflitto, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha intanto annunciato che le Idf hanno preso il controllo della fortezza medievale di Beaufort, nel sud del Libano. "A 44 anni dalla battaglia eroica di Beaufort, e in questa giornata dedicata ai soldati caduti nella Prima guerra del Libano (1982), le nostre truppe sono tornate sulla cima di Beaufort e vi hanno nuovamente issato la bandiera israeliana", ha dichiarato Katz su Telegram.
La conquista della fortezza rappresenta una "svolta drammatica" nella campagna israeliana contro Hezbollah, ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio, commentando la presa dello strategico sito medievale.
"Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai", ha affermato Netanyahu, aggiungendo che "la conquista di Beaufort è una tappa drammatica e una svolta drammatica nella politica che stiamo portando avanti". Secondo Netanyahu, Israele ha ormai "spezzato la barriera della paura" e sta riprendendo l’iniziativa: "Stiamo operando su tutti i fronti: in Siria, a Gaza e in Libano".
"Dall'inizio dell'Operazione Spade di Ferro abbiamo eliminato 8.000 terroristi di Hezbollah, dall'Operazione Ruggito del Leone ne abbiamo eliminati 3.000 e solo nell'ultimo mese 700. Ho dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di ampliare la manovra in Libano", ha poi spiegato, aggiungendo che "le nostre forze hanno attraversato il Litani, hanno conquistato posizioni strategiche. Hanno preso il controllo della cresta di Beaufort. Ripristineremo la sicurezza per gli abitanti del nord, così come abbiamo fatto per gli abitanti del sud. Ci vorrà del tempo, ma porteremo a termine la missione".
Mentre prosegue la lunga stagione di combattimenti tra Israele ed Hezbollah nel sud del Libano, la presa di controllo da parte degli israeliani della fortezza - con la bandiera della brigata Golani issata sulla cima - rappresenta già uno dei momenti più simbolici di questo conflitto. Nota anche come Qal'at ash-Shaqif, la struttura quasi millenaria domina dall'alto le alture del Libano meridionale.
Beaufort, il cui nome in francese significa 'bella fortezza', è una struttura crociata risalente al XII secolo, costruita intorno al 1139 nei pressi del villaggio di Arnoun, nella provincia di Nabatiye. Il sito sorge a circa 700-717 metri di altitudine su una collina scoscesa di roccia basaltica e offre una vista panoramica che spazia su gran parte del sud del Libano, sulla valle del fiume Litani e fino al nord di Israele, nella regione dell'Alta Galilea. Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di Mamelucchi e Ottomani.
Oltre al valore storico e architettonico, Beaufort è ancora oggi uno snodo strategico nel cuore delle aree di conflitto. La sua posizione dominante la rende infatti adatta all'osservazione, al controllo del territorio e alla direzione del fuoco, tanto da essere considerata uno dei rari casi di fortezza medievale che conserva utilità militare anche nell'era dei missili e dei droni. Il castello ha avuto un ruolo centrale nei conflitti israelo-libanesi: prima del 1982 era utilizzato dalle forze palestinesi come postazione per colpire il nord di Israele; durante la guerra del Libano del 1982 venne conquistato all'inizio dell'operazione "Pace in Galilea", con un assalto notturno particolarmente duro e sanguinoso condotto in prima linea dall'unità di ricognizione della brigata Golani.
Israele mantenne il controllo del sito per 18 anni, fino al ritiro unilaterale dal Libano meridionale dell maggio 2000, quando le strutture militari vennero fatte esplodere. Oggi Beaufort torna a essere un punto di forte valore militare e simbolico nello scontro tra Israele ed Hezbollah. Per gli israeliani rappresenta sia la necessità di controllare le alture considerate una minaccia per il nord del Paese, sia il ricordo delle perdite del 1982 e del ritiro del 2000, tanto da essere diventato anche il titolo di un celebre film israeliano. Per libanesi, palestinesi ed Hezbollah, invece, il castello è un simbolo di resistenza e di continuità storica nella difesa del territorio. Il sito resta inoltre un importante patrimonio culturale, e le operazioni militari avevano, nei mesi scorsi, fatto sorgere preoccupazioni per possibili danni alla struttura.