Intermediazione finanziaria, il Cdm approva la riforma del regime sanzionatorio

02 marzo 2026 | 16.06
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Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un decreto legislativo che introduce nuove norme per la riforma organica del sistema sanzionatorio contenute nel Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF). Il provvedimento intende migliorare l’efficienza e l’efficacia il sistema delle sanzioni amministrative relative ai mercati finanziari, individuando le condotte illecite sulla base della loro effettiva gravità, incrementando le garanzie per i soggetti destinatari dei procedimenti e deflazionando il contenzioso. Tra le novità contenute del provvedimento, segnaliamo: la rimodulazione dei limiti edittali per ottenere una maggiore aderenza alla portata delle violazioni; l’introduzione della facoltà per i destinatari di una contestazione di proporre all’Autorità di vigilanza un accordo per definire il procedimento; una maggiore discrezionalità per le Autorità per l’applicazione delle sanzioni interdittive; l’attribuzione a Consob e Banca d’Italia della facoltà di non avviare il procedimento sanzionatorio per condotte che non abbiano inciso sulla trasparenza del mercato o recato danno agli investitori; l’istituzione di una disciplina del procedimento sanzionatorio ad applicazione generalizzata a tutte le sanzioni del TUF; il mantenimento dell’istituto della confisca circoscritto al profitto derivato dalla violazione, eliminando il riferimento al prodotto; l’introduzione della facoltà per Consob di disporre la confisca tramite ingiunzione di pagamento e la possibilità di confisca per equivalente su beni di valore corrispondente al profitto derivato dalla violazione, in caso in cui il destinatario non disponga di somme liquide sufficienti; la conferma della tutela dei soggetti che segnalano violazioni all’interno degli enti (whistleblowing), garantendo la tutela dell’identità e la protezione contro eventuali ritorsioni.

Il comunicato del Governo

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