Caldo in Europa, in Italia 16 città in allerta. In Francia il giorno più caldo di sempre. Oms: "E' emergenza sanitaria"

L'afa sta mettendo sotto pressione diversi Paesi del Vecchio Continente. Temperature record anche in Spagna e Regno Unito

Caldo estremo In Europa - (Afp)
Caldo estremo In Europa - (Afp)
24 giugno 2026 | 00.16
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Ondata di caldo record in Europa. L'afa non fa boccheggiare solo l'Italia, dove oggi mercoledì 24 giugno, i bollini rossi saliranno a 16. Ma la situazione sta mettendo sotto pressione diversi Paesi e l'Oms ha parlato di "emergenza sanitaria".

La situazione in Francia

In Francia ieri è stata ufficialmente la giornata più calda mai registrata dall’inizio delle rilevazioni nel 1947. Alle 15, l’indice termico nazionale era di 29,6 °C, mentre il precedente record, di 29,4 °C, era stato registrato il 25 luglio 2019 ma anche durante la storica ondata di caldo del 2003, il 5 agosto. E secondo Météo-France, la situazione delle temperature è destinata a peggiorare in queste ore.

"Quaranta morti" per annegamento sono stati registrati "dal 18 giugno". E tra le vittime, che erano in cerca di refrigerio, ci sono molti giovani.La Tour Eiffel ieri ha chiuso in anticipo, alle 16, in via "eccezionale" alla luce delle "temperature estreme previste", si leggeva sul sito. Anche il museo del Louvre ha chiusi prima per lo stesso motivo.

La situzione in Spagna e Regno Unito

La Spagna registra registra criticità analoghe. L'agenzia Aemet ha emesso allerta rossa per l'Andalusia, con previsioni di 44°C, e avvisi per le regioni della Cantabria e dei Paesi Baschi, dove le temperature raggiungeranno i 40°C.

Nel Regno Unito, l'ufficio meteorologico ha emesso un raro avviso rosso per l'Inghilterra centrale e meridionale, prevedendo temperature fino a 40 gradi. Diverse scuole hanno sospeso le attività didattiche.

L'allarme dell'Oms

"Il caldo non è più solo una questione meteorologica. È un'emergenza sanitaria". E' il monito lanciato dal direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, che avverte: "L'aumento delle temperature sta già mettendo a rischio vite umane e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell'Oms", scrive in un post su X, rilanciando i contenuti di una sua intervista alla 'Bbc News'. "La nostra regione - incalza Kluge - è quella che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi, mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni".

Ma le morti dovute al caldo "non sono inevitabili - sottolinea il direttore di Oms Europa - Noi sappiamo come proteggere le persone: avvisare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l'accesso all'acqua e all'ombra, monitorare le persone più a rischio e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano il picco. Sono i passi pratici raccomandati nelle nuove Linee guida per i Piani d'azione su caldo e salute, pubblicate da Oms Europa".

La situazione in Italia

In Italia oggi il caldo sarà sempre più diffuso e afoso con notti super tropicali (temperature minime sopra i 25°C). I capoluoghi da bollino rosso, cioè in allerta massima (livello 3) che indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute anche di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche saranno 16: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. E la situazione non è destinata a migliorare per ora. Domani, giovedì 25 giugno, i capoluoghi in rosso saliranno a 17: si aggiungerà anche Bari.

Dopo il dominio dell'anticiclone Cerberus, nei prossimi giorni assisteremo infatti a un ulteriore rafforzamento dell'alta pressione con l'arrivo dell'anticiclone africano Caronte, destinato a imporsi come una delle figure anticicloniche più estreme mai osservate nel mese di giugno per intensità e persistenza su almeno metà dell'Europa.

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