Il Parlamento Ue approva nuove norme per il controllo degli investimenti esteri in settori strategici come difesa, Ia e semiconduttori, tutelando la sicurezza europea.
Via libera dal Parlamento Europeo a nuove norme sul controllo degli investimenti esteri. Oggi a Strasburgo l'Aula ha approvato in via definitiva un aggiornamento delle norme Ue sul controllo degli investimenti provenienti da Paesi extra Ue, per prevenire rischi per la sicurezza.
Con 508 voti a favore, 64 contrari e 90 astensioni, gli eurodeputati hanno dato l'ok all’accordo con gli Stati membri che rende obbligatorio il controllo degli investimenti esteri in settori sensibili come difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale, materie prime critiche e servizi finanziari, per prevenire potenziali rischi per la sicurezza o l’ordine pubblico, mantenendo al contempo l’apertura ai capitali stranieri.
Le procedure applicabili ai meccanismi nazionali di controllo saranno semplificate, per ridurre la complessità e rendere l’Ue un luogo più attrattivo per gli investitori. Sarà inoltre rafforzata la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dei controlli e la Commissione, facilitando il coordinamento e le azioni congiunte sui rischi per la sicurezza transfrontalieri. Le nuove norme si applicheranno anche alle operazioni all’interno dell’Ue in cui l’investitore sia in ultima analisi controllato da persone fisiche o giuridiche di Paesi terzi.
Durante i negoziati, la Commissione si era impegnata a definire le condizioni applicabili agli investimenti esteri in specifici settori strategici. La Commissione ha rispettato l'impegno presentando, il 4 marzo scorso, la proposta legislativa dell'Industrial Accelerator Act.
Secondo il relatore del Parlamento, Raphaël Glucksmann (S&D, Francia), "con questo testo chiudiamo un capitolo di ingenuità europea. Alcuni Stati stranieri cercano di indebolirci. Voltiamo pagina rispetto alla cecità volontaria degli Stati membri, che hanno permesso ad attori stranieri di prendere il controllo di settori sensibili della nostra economia. Ma il nostro lavoro sugli investimenti esteri non è finito: la lotta per l’indipendenza e la sovranità dell’Europa continua, ora con l'Industrial Accelerator Act".
Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente approvato anche dal Consiglio, prima di entrare in vigore ed essere applicato 18 mesi dopo la pubblicazione. Il regolamento sul controllo degli investimenti diretti esteri era entrato in vigore l’11 ottobre 2020: dopo una valutazione sul suo funzionamento, la Commissione ha proposto una revisione della normativa, nel gennaio 2024, per affrontare alcune criticità. La pandemia di Covid-19, la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e altre tensioni geopolitiche hanno evidenziato, sottolinea infine il Parlamento, la necessità di individuare i rischi e rafforzare la protezione degli asset strategici dell’Ue rispetto ad alcuni investimenti.