"Trump potrebbe veramente attaccare Cuba". Il cambio di strategia che scuote l'Avana

Secondo funzionari del Pentagono citati da Politico, lo US Southern Command avrebbe predisposto una serie di piani che spaziano da operazioni limitate fino a scenari più ampi, inclusa una possibile invasione terrestre. Il presidente Diaz-Canel: "Aggressione provocherebbe un bagno di sangue"

Polizia a Cuba - (Afp)
Polizia a Cuba - (Afp)
19 maggio 2026 | 13.49
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"Trump potrebbe veramente attaccare Cuba". Così Politico, citando fonti informate sui colloqui in corso tra Washington e L'Avana, rivela come negli ultimi tempi si registri una significativa escalation verso un'azione militare contro l'isola da parte dell'amministrazione Usa, finora concentrata sull'utilizzo della pressione economica e diplomatica.

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Secondo le fonti, il presidente Donald Trump e i suoi collaboratori sarebbero sempre più frustati per il fatto che la campagna di pressioni, in primis l'aver l'azzerato le forniture di carburante all'isola ormai sull'orlo del collasso, non sembrano avere l'effetto sperato, di spingere i leader cubani ad accettare riforme economiche e politiche significative. E per questo starebbero valutando l'opzione militare più seriamente di quanto fatto in precedenza.

"L'umore è definitivamente cambiato - spiega una delle fonti di Politico - l'idea iniziale su Cuba era che la sua leadership era debole e che la combinazione di rafforzamento delle sanzioni, un vero blocco petrolifero, la chiara vittoria militare Usa in Venezuela ed in Iran avrebbe impaurito i cubani e li avrebbe spinti ad un accordo. Ora in Iran sta andando storto e i cubani si stanno dimostrando più duri del previsto. Ora l'azione militare è sul tavolo in un modo in cui non era prima".

Non solo. La scorsa settimana si è diffusa la notizia che gli Usa stanno procedendo verso l'incriminazione dell'ex presidente Raul Castro. E di conseguenza si è speculato sulla possibilità di un blitz militare per catturare il 94nne fratello di Fidel, sul modello di quella scattata il 3 gennaio a Caracas per catturare Nicolas Maduro.

I piani dello US Southern Command

Fonti del Pentagono riferiscono a Politico però che "la serie di piani approntati" nelle scorse settimane dall'Us Southern Command vanno oltre la cattura di uno o due individui, da un possibile unico raid aereo teso a spavantare il regime fino ad un'invasione di terra. Non sarebbe comunque imminente un'azione contro l'isola di 10 milioni di abitanti ad appena 90 miglia dalle coste della Florida: "È il lavoro del Pentagono fare i preparativi in modo da dare al comandante in capo le opzioni, questo non significa che il presidente abbia deciso", affermano dalla Casa Bianca, esprimendo la convinzione che Cuba presto "cadrà" e "noi saremo lì ad aiutare".

Infine, appare altamente improbabile un coinvolgimento di cubani dell'esilio: "È stato determinato che gli esiliati non hanno ruolo se non come sostenitori e agitatori, questa non sarà la Baia dei Porci 2.0", affermano le fonti. La ricostruzione di Politico arriva dopo che nel weekend Axios ha riportato che Cuba avrebbe acquistato centinaia di droni militari e starebbe valutando modi di usarli contro obiettivi Usa in caso di inizio di un conflitto. Molti analisti di sicurezza nazionale hanno interpretato la notizia come una mossa dell'intelligence Usa per legittimare un'eventuale azione militare contro Cuba.

Diaz-Canel: "Aggressione provocherebbe un bagno di sangue"

Da parte cubana, il presidente Díaz-Canel ha avvertito che qualsiasi ipotesi di aggressione militare da parte degli Stati Uniti potrebbe avere conseguenze “catastrofiche”, accusando Washington di alimentare una pericolosa escalation. "Le minacce di aggressione militare a Cuba da parte della più grande potenza militare del pianeta sono note, la sola minaccia è un crimine internazionale. Trasformarla in fatti provocherebbe un bagno di sangue di conseguenze incalcolabili, insieme alla distruzione di pace e stabilità", il monito del presidente cubano.

Il messaggio di Diaz Canel sui social arriva dopo la visita della scorsa settimana del direttore della Cia, John Ratcliffe e dopo che Axios domenica ha riportato che l'intelligence americana ritiene che il governo cubano abbia acquistato circa 300 droni militari e sta valutando di usarli per attaccare la base Usa a Guantanamo o addirittura Key West, in Florida.

Informazioni di intelligence che potrebbero essere usate come pretesto per un attacco degli Stati Uniti, ha denunciato l'ambasciata cubane negli Usa: "Quelli che dagli Stati Uniti vogliono la sottomissione e la distruzione della nazione cubana attraverso l'aggressione e la guerra, non perdono un momento a fabbricare pretesti, creare e diffondere falsità e distorcere come straordinaria la logica preparazione richiesta nel fronteggiare una potenziale aggressione".

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