Iran, Houthi al fianco di Teheran: ''Pronti a intervenire contro il progetto Grande Israele''

"La loro battaglia è la nostra battaglia, siamo di fronte a un'aggressione americano-sionista", afferma all'Adnkronos Nasr al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media di Ansar Allah

Houthi con le armi (Fotogramma/Ipa)
Houthi con le armi (Fotogramma/Ipa)
21 marzo 2026 | 17.39
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Gli Houthi serrano i ranghi con l'Iran e alzano il livello dello scontro. Sono pronti a intervenire, anzi sono "desiderosi" di farlo, e rivendicano un ruolo diretto nella crisi regionale che, a loro avviso, coinvolge l'intero 'Asse della Resistenza'.

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La posizione degli Houthi

"La nostra posizione è chiara: fondamentalmente ciò che sta accadendo è un'aggressione americano-sionista contro la nostra intera Nazione (islamica, ndr.), volta a imporre il cosiddetto progetto del 'Grande Israele'. Si tratta di un progetto talmudico falso e oppressivo, concepito per controllare l'intera regione, saccheggiarne le risorse e ridurne in schiavitù la popolazione. L'aggressione contro la Repubblica Islamica dell'Iran fa parte di questo progetto. Pertanto, l'Iran si sta difendendo in una battaglia che è la battaglia di tutti i Paesi e popoli della nostra regione, così come Hezbollah, Hamas e tutti i popoli liberi della nostra nazione", afferma all'Adnkronos Nasr al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media di Ansar Allah.

"Non siamo neutrali in questa battaglia. Al contrario, siamo pienamente al fianco della Repubblica Islamica, di Hezbollah, della resistenza irachena e di tutti i popoli liberi della nazione. Questa è la nostra battaglia come nazione araba e islamica", aggiunge.

Il movimento in stato di massima allerta

Sul piano operativo, Amer sottolinea che il movimento resta in stato di massima allerta: "Per quanto riguarda le opzioni militari, stiamo monitorando attentamente la situazione sul campo e gli sviluppi. Siamo pronti a intervenire e il nostro popolo, il nostro esercito e tutti i settori della nostra società sono al massimo livello di prontezza e preparazione, anzi, desiderosi di affrontare questi nemici criminali".

All'interno dello Yemen, prosegue, cresce anche la pressione dell'opinione pubblica: "All'interno del Paese serpeggia un malcontento popolare e si levano le voci delle persone, chiedendo un intervento rapido. Tuttavia, saranno le valutazioni e gli sviluppi a determinare in ultima analisi il nostro corso d'azione", conclude.

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