Il presidente Usa ha chiesto ai negoziatori di "non affrettare la conclusione di un'intesa"
L'intesa tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra è al rush finale ma senza fretta. "I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo, e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell'accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte", le parole del presidente americano Donald Trump.
"Il blocco rimarrà pienamente in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo. Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario e fare le cose per bene. Non possono esserci errori!", prosegue nel post.
Washington e Teheran sono ancora in disaccordo su "una o due clausole" del possibile memorandum d'intesa, riporta l'agenzia di stampa statale iraniana Tasnim citando una "fonte informata", secondo la quale a causa dell'"ostruzionismo americano" l'accordo non è ancora stata definita. "L'Iran sottolinea l'importanza della realizzazione dei diritti del suo popolo e questa questione è stata comunicata al mediatore pakistano. Se gli Stati Uniti continueranno a mettere ostacoli, non ci sarà alcuna possibilità di finalizzare il memorandum d'intesa", ha aggiunto.
Il potenziale accordo preliminare tra Iran e Stati Uniti si chiamerà "Dichiarazione di Islamabad", riferiscono fonti autorevoli ad Al Arabiya, secondo le quali il prossimo round di colloqui potrebbe tenersi il 5 giugno. L'accordo preliminare è un memorandum d'intesa a cui seguiranno negoziati su un accordo definitivo che coprirà le questioni in sospeso, hanno affermano le fonti ad Al Arabiya. Il 5 giugno Washington e Teheran invieranno i capi delle rispettive delegazioni una volta iniziati i negoziati sull'accordo definitivo, precisa Al Arabiya.
Nel memorandum d'intesa che starebbero per siglare i negoziatori di Iran e Stati Uniti, si prevede una tregua di 60 giorni che potrebbe estendere il cessate il fuoco, riaprire lo Stretto di Hormuz, allentare la pressione sulle forniture globali di petrolio e avviare un nuovo ciclo di negoziati sul nucleare. Lo scrive Axios, spiegando che l'accordo avrebbe una durata di 60 giorni e potrebbe essere prorogato di comune accordo. Durante tale periodo, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto senza pedaggi e, prosegue Axios, l'Iran si impegnerebbe a bonificare lo stretto dalle mine che ha dispiegato, consentendo così alle navi di transitare liberamente.
In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni, permettendo all'Iran di vendere liberamente petrolio. Un funzionario statunitense ha riconosciuto che ciò rappresenterebbe un importante vantaggio economico per l'Iran, ma ha anche sostenuto che porterebbe un significativo sollievo al mercato petrolifero globale. Le questioni nucleari non verrebbero risolte in questo accordo di 60 giorni. Il memorandum d'intesa creerebbe invece un periodo di negoziati.
L'Iran, aggiunge Axios, si impegnerebbe a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari e le due parti negozierebbero la sospensione del programma iraniano di arricchimento dell'uranio e la rimozione delle sue scorte di uranio altamente arricchito. Gli Stati Uniti negozierebbero anche la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani durante il periodo di 60 giorni, ma tali misure verrebbero attuate solo nell'ambito di un accordo finale. Secondo quanto riportato, la bozza del memorandum d'intesa prevederebbe anche la fine della guerra tra Israele e Hezbollah in Libano.