Wsj: piano Usa-Qatar per sbloccare i miliardi di Teheran
Dovrebbero iniziare in Svizzera "tra un giorno o due" i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all'agenzia di stampa turca Anadolu. "Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d'intesa di Islamabad", ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.
Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l'agenzia di stampa Irna. L'Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le "continue" violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.
L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è intanto in viaggio verso la Svizzera, dove è previsto l’avvio del primo round di colloqui con Teheran su un possibile accordo nucleare. Lo ha riferito Axios, citando un funzionario statunitense. Sempre secondo la stessa fonte, il genero di Donald Trump, Jared Kushner, si troverebbe già sul posto.
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, dovrebbe quindi partecipare a un vertice con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) in Bahrain, la settimana prossima, riferisce una fonte ad Axios.
Atteso in Svizzera anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riporta ancora Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare.
In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l'Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti.
Dal canto suo, la Svizzera ''mantiene un ambiente discreto e affidabile al fine di agevolare l'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran'', si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri svizzero.
''I diplomatici di diversi Paesi, presenti in Svizzera, proseguono i loro sforzi per mantenere aperto il dialogo. Per ragioni di riservatezza, non è possibile fornire ulteriori informazioni sui partecipanti o sulle discussioni", prosegue la nota.
L'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha intanto lanciato un avvertimento al ministro degli Esteri iraniano: ''Araghchi! Non c'è alcun motivo per incontrare Witkoff''. Tasnim ricorda che il primo articolo del memorandum d'intesa chiede la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, compreso il Libano, e afferma che questo punto "è stato, in pratica, completamente violato".
Questa parte del memorandum è stata "violata apertamente e ufficialmente dalle estese azioni militari di Israele nel Libano meridionale", ha affermato l'agenzia, aggiungendo che "qualsiasi prosecuzione dei colloqui con i funzionari statunitensi sarebbe un grave errore e di fatto darebbe agli Stati Uniti il permesso di continuare a violare il memorandum".
Secondo la Tasnim, "i funzionari addetti ai negoziati non solo dovrebbero sospendere tutti i colloqui successivi, ma, prima che sia troppo tardi, dovrebbero anche chiudere completamente lo Stretto di Hormuz".
Gli Stati Uniti e il Qatar starebbero intanto lavorando a un piano per sbloccare miliardi di dollari di fondi congelati destinati all'Iran per progetti umanitari. A rivelarlo è il Wall Street Journal secondo il quale, in base al piano, la Repubblica islamica potrebbe inizialmente accedere a sei miliardi di dollari depositati in Qatar. Fonti a conoscenza dei dettagli del piano hanno riferito al Wsj che la Banca centrale iraniana sarebbe in grado di ordinare cibo, medicine e altri beni umanitari utilizzando il denaro precedentemente congelato, costituito principalmente da entrate derivanti dalla vendita di petrolio e soggette a sanzioni.
Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, i fondi verrebbero trasferiti sotto supervisione internazionale. Il piano è ancora nelle fasi iniziali e non ha ricevuto l'approvazione di Teheran, precisano le fonti.