Mario Draghi mediatore per la pace in Ucraina: l'appoggio di Gozi

L'eurodeputato di Renew Sandro Gozi giudica positivamente l'eventuale indicazione di Mario Draghi come mediatore europeo per la pace in Ucraina con la Russia, sottolineando la sua autorevolezza internazionale e la necessità di evitare errori passati.

L'ex presidente della Bce Mario Draghi
 - Fotogramma/Ipa
L'ex presidente della Bce Mario Draghi - Fotogramma/Ipa
20 maggio 2026 | 15.46
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L'eventuale scelta dell'ex presidente della Bce Mario Draghi come mediatore per l'Europa in senso lato, inclusi anche Regno Unito, Norvegia e Canada, con la Russia di Vladimir Putin sarebbe benvenuta, perché ha le "qualità giuste", mentre all'ex cancelliera tedesca Angela Merkel alcuni Paesi dell'est potrebbero obiettare gli "errori" compiuti nel passato nei rapporti con Mosca, ma potrebbero sempre emergere "altre soluzioni". Lo dice all'Adnkronos l'eurodeputato di Renew Europe Sandro Gozi, dopo le indiscrezioni pubblicate dal Financial Times.

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"Innanzitutto - afferma - credo che sia una ottima notizia che finalmente anche i russi considerino necessaria una mediazione e una partecipazione ai negoziati da parte dell'Europa". Per Gozi "non è vero che noi europei non abbiamo insistito: abbiamo sempre insistito, sin dall'inizio. Quindi, quando vedo certi commenti, 'Ah, finalmente gli europei si sono svegliati', dico che su questo eravamo molto svegli, anche perché le bombe di Vladimir Putin sull'Ucraina ci tenevano svegli, giorno e notte".

L'Unione Europea, ricorda Gozi, "ha un rappresentante istituzionale da cui dovremmo partire, che è Kaja Kallas. Questo secondo me è il punto di partenza. E bisogna anche vedere se e se si tratta di una rappresentanza dell'Unione Europea o degli europei". Se si parla degli europei lato sensu, questo "vuol dire anche Regno Unito, vuol dire Norvegia, vuol dire anche Canada, che ormai sono strategicamente allineati con noi su varie vicende, inclusa l'Ucraina".

Se "non ci sono le condizioni" per incaricare Kallas, prosegue Gozi, oppure "se c'è la necessità di avere una rappresentanza più ampia, perché altri Paesi vogliono essere rappresentati attraverso la scelta dell'Unione Europea, allora certamente Angela Merkel e Mario Draghi sono due grandi personalità".

Kallas ritiene che la cancelliera Angela Merkel "abbia commesso degli errori in passato sulla Russia e credo che questi errori pesino sulla scelta. Però questa è la mia opinione. Quando noi eravamo al governo, all'epoca del governo di Matteo Renzi, criticammo Nordstream (il gasdotto che collegava direttamente la Germania alla Russia, ndr), e anche la Commissione Juncker criticò Nordstream, che era una scelta strategica di Angela Merkel".

Gozi crede che "Angela Merkel, come Gerhard Schröder, come tutta la classe dirigente tedesca, e anche quella italiana in passato, abbiano sbagliato a diventare così dipendenti dal gas russo".

Gozi ritiene quindi che "questi errori possano pesare" nella scelta del mediatore per l'Europa con la Russia sulla guerra in Ucraina. "Poi - continua - sulla qualità di Angela Merkel e di Mario Draghi, chi potrebbe discuterla? Però io credo che alcuni Paesi, soprattutto i Paesi dell'est, i Baltici eccetera, potrebbero avere avere questo riflesso e potrebbero sollevare questo tipo di critiche".

Mario Draghi, invece, "non si discute, è l'ex presidente della Banca Centrale Europea, ex presidente del Consiglio di un grande Paese come l'Italia, rispettato da tutti i dirigenti europei, con capacità negoziali importanti, anche se non ha mai fatto diplomazia. E' una grande personalità e, quindi, credo che andrebbe benissimo. Poi, probabilmente, si discute anche di altri nomi. Io non sono nella sala sala dei bottoni, però credo che ci possano essere anche altri nomi che potrebbero emergere".

Personalmente, conclude Gozi, "mi auguro che, se la scelta andasse su Mario Draghi in quanto rappresentante dell'Europa in senso ampio, includendo anche Norvegia, Regno Unito, Canada eccetera, da europeo e da italiano sarei contento. Certamente ha le qualità giuste". Ma "potrebbero emergere anche altre soluzioni". (di Tommaso Gallavotti)

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