Il ministro degli Esteri Tajani preferisce sanzioni individuali su Israele, non la sospensione dell'accordo di associazione Ue, per non colpire la popolazione. Su questo l'Italia è allineata alla Germania.
Riguardo alla condotta di Israele nelle guerre che sta combattendo, è preferibile che l'Ue proceda con "sanzioni individuali" contro le persone responsabili delle violenze, ad esempio in Cisgiordania, perché sospendere l'accordo di associazione con lo Stato ebraico "colpirebbe la popolazione", non il governo. Su questo, la posizione dell'Italia è analoga a quella della Germania. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, all'arrivo a Lussemburgo per partecipare al Consiglio Ue.
"Noi condanniamo l'atteggiamento dei coloni in Cisgiordania - afferma - siamo assolutamente contrari a qualsiasi parte di acquisizione del territorio cisgiordano da parte di Israele. Siamo contrari alla pena di morte: siamo uno dei Paesi al mondo che si è battuto per la moratoria, ottenendo dei risultati importanti, anche alle Nazioni Unite".
"Abbiamo detto - ricorda - che siamo contrari ai bombardamenti contro la popolazione civile. Siamo preoccupati anche per alcuni atteggiamenti vergognosi, come quello accaduto l'altro giorno, dove un soldato dell'Idf ha abbattuto un crocifisso, cioè ha cercato di decapitare il crocifisso. Questa è un'offesa per tutto il mondo cristiano. È un segno di debolezza, non è un segno di forza, quello di profanare i sentimenti religiosi".
"Bene ha fatto il governo israeliano - prosegue - a condannare questo episodio. Spero che poi alla fine venga veramente sanzionato il responsabile. Se è un criminale, come ha detto Benjamin Netanyahu, deve essere sanzionato, perché questi episodi non possono più accadere, come non possono più accadere episodi contro i villaggi cristiani, che non sono villaggi di Hezbollah".
"La presenza dei cristiani in Medio Oriente - aggiunge - è una presenza di popolazioni che portano la pace. Sono uno strumento, semmai, per la soluzione dei problemi, non devono rappresentare un problema per gli altri".
Per quanto riguarda la sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele, chiesta da Spagna, Slovenia e Irlanda, "oggi non sarà presa nessuna decisione, anche perché non ci sono né le condizioni numeriche né politiche. Io credo che sia meglio sanzionare individualmente i responsabili, penso ai coloni violenti, incrementare le sanzioni e a rafforzare le sanzioni, ma non credo che bloccare un accordo commerciale sia uno strumento utile, perché poi si va a colpire la popolazione israeliana, che non ha nulla, spesso, a che vedere con i fatti che commettono i militari, che sono poi addossati al governo".
Quindi, conclude, "noi rimaniamo fortemente perplessi su questo, ma oggi non si prenderanno iniziative. Abbiamo, credo, una posizione analoga a quella della Repubblica federale tedesca".