Ucraina, Tafuro (Ispi): "fuga Ermolaev a Monaco lo ha reso bersaglio politico''

Coinvolgimento dell'intelligence di Kiev sarebbe segnale "altamente preoccupante per l'Europa", ossverva la ricercatrice.

Ucraina, Tafuro (Ispi):
30 giugno 2026 | 13.53
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Se venisse dimostrata la responsabilità del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina nell'attacco che ha colpito a Monaco il miliardario di origine ucraina Vadim Ermolaev, si tratterebbe di uno scenario "altamente preoccupante" per l'Europa. Lo afferma all'Adnkronos Eleonora Tafuro, ricercatrice dell'Ispi, concentrandosi sulla capacità dei servizi d'intelligence, sia di Kiev che di Mosca, di "avere un accesso così semplice e condurre operazioni nel territorio europeo". La ricercatrice si mantiene comunque prudente sulle responsabilità dell'attacco: "I servizi segreti ucraini non sono l'unica pista", osserva, richiamando anche le ipotesi di "persone legate all'ambiente del business, oppura mafia o criminalità organizzata internazionale". "Siamo veramente in una fase in cui non mi sentirei più di tanto di fare congetture", aggiunge.

Secondo Tafuro, "la connessione dell'imprenditore con i suoi affari economici in Crimea, quindi territorio occupato dalla Russia, è un po' la pista più accreditata". La ricercatrice ricorda che nel 2023 il governo ucraino "aveva sanzionato l'oligarca" perché "continuava a fare affari in Crimea". "Continuare a portare avanti delle attività economiche nel territorio, in qualsiasi territorio occupato, non solo in Crimea ma anche nelle altre quattro regioni ucraine che la Russia ha annesso nel 2022, vuol dire avere a che fare direttamente con le autorità russe, piegarsi a normative e regole dello Stato russo e quindi legittimare l’occupazione", spiega.

Tafuro sottolinea inoltre che Ermolaev, cittadino cipriota dal 2017, si era trasferito nel Principato di Monaco ed era stato incluso nel cosiddetto "Battaglione di Monaco", etichetta che denota gli oligarchi ucraini trasferitisi in Costa Azzurra dopo l'inizio dell'invasione russa su larga scala. "Faceva parte di questo gruppo di oligarchi che erano scappati dal Paese dall'inizio dell'invasione su larga scala", afferma. Una dinamica che, aggiunge, "destava anche molta frustrazione, rabbia all'interno dell’Ucraina": questi imprenditori "venivano visti proprio come traditori" e "il fatto che lasciassero il Paese o addirittura, come nel caso di Ermolaev, che continuassero a fare affari nei territori occupati era chiaramente fonte di parecchia rabbia", rendendoli "dei bersagli politici". (di Valerio Sarsini)

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