'Dal caso Oasis nel 2024 ai biglietti dei Mondiali Fifa 2026, i consumatori europei sperimentano pratiche che trasformano sport e musica in privilegio. L'imminente normativa europea sull'equità digitale è l'occasione per intervenire e da non sprecare'
La Commissione europea dovrebbe "agire veramente" per affrontare il fenomeno del dynamic princing, specie nei suoi utilizzi più opachi, al fine di proteggere i consumatori. Lo scrive in una nota Brando Benifei, eurodeputato del Partito democratico (S&D) e membro della commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo, dove oggi ha tenuto un evento sul tema insieme a rappresentanti dell'esecutivo europeo, delle istituzioni, delle organizzazioni dei consumatori, del settore musicale e calcistico, della Uefa e del mondo accademico oltre a quella di altri europarlamentari.
"Dal caso Oasis del 2024 ai biglietti dei Mondiali Fifa 2026, venduti fino a quasi 10.000 dollari, anche attraverso un uso opaco del dynamic pricing, i consumatori europei hanno sperimentato pratiche che trasformano sport e musica in un privilegio", afferma Benifei, sottolineando che la strategia ha "applicazioni legittime in alcuni settori, ma gli eventi dal vivo non sono beni sostituibili come un aereo o una camera d’albergo. Per questo chiediamo alla Commissione europea di agire veramente per affrontere questo fenomeno".
"Negli ultimi mesi abbiamo denunciato diversi episodi preoccupanti relativi alla governance della Fifa sotto la presidenza di Gianni Infantino. Il caso Oasis 2024 è stato il campanello d'allarme, i Mondiali Fifa 2026 la conferma e l’imminente normativa europea sull’equità digitale l'occasione per intervenire e da non sprecare", aggiunge l'eurodeputato. "Non possiamo permettere che gli interessi economici prevalgano sulla passione di milioni di tifosi e appassionati", conclude.