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Una maggioranza Ursula per la Francia? Gli scenari di Gilles Gressani

Per il direttore del Grand Continent, la data da cerchiare sul calendario è il 18 luglio. Quando, a Parigi e Strasburgo, avverranno due voti chiave

Una maggioranza Ursula per la Francia? Gli scenari di Gilles Gressani
09 luglio 2024 | 19.26
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“Come capire che maggioranza potrà esserci in Francia? Forse bisognerà guardare a Strasburgo, il 18 luglio, quando il Parlamento europeo si riunirà per confermare Ursula von der Leyen. Il voto dei partiti francesi in Europa potrebbe mostrare la via anche in Francia, dando un’indicazione sul governo che verrà”. Gilles Gressani, direttore di “Le Grand Continent” e presidente del Groupe d’études géopolitiques dell’École normale supérieure in un colloquio con l’Adnkronos disegna gli scenari inediti di una politica francese per la prima volta alle prese con l’idea (e la necessità) di una coalizione.

“Il sistema francese non è abituato a questo tipo di accordi politici. Uno studio del Grand Continent mostra che, negli ultimi 10 anni, gli unici Paesi dell’Unione Europea a non aver avuto coalizioni sono stati l’Ungheria di Orban, Malta (che ha solo due partiti) e…la Francia. Quella francese è una cultura dello scontro, di blocchi contrapposti che si organizzano in cicli politici compatti scanditi dalle elezioni presidenziali. Dal presidente - e così è stato per tutta la Quinta Repubblica a parte nei rari casi di coabitazione – emana sia la maggioranza del parlamento che il governo. Che poi è un esecutivo pensato per costruire e applicare il programma del presidente. Un sistema finora lineare, con una disciplina elettorale forte che consegnava al presidente una maggioranza assoluta con la quale governare. Stavolta è diverso”.

Sul sito della sua rivista è stato pubblicato un simulatore interattivo per comporre la prossima maggioranza, un gioco del piccolo alchimista degli incroci parlamentari. La Francia inizia ad assomigliare all’Italia? “Sì, e non solo per il catenaccio con cui gioca la nazionale di Mbappé, che con pochi gol e tanta difesa porta la Francia fino alle semifinali degli Europei. Mentre sui social network e nelle interviste i politici ribadiscono i programmi e le promesse della campagna elettorale, dietro le quinte si muovono per trovare accordi e nuove geometrie. Ci sono eletti che si iscriveranno in un gruppo diverso da quello con cui hanno corso alle elezioni. E credo che i francesi dovranno abituarsi ai retroscena, un’arte di cui i giornalisti italiani sono maestri, ma che sulla stampa transalpina si vede meno”.

Nei fatti, il parlamento è tornato centrale, il governo sarà terreno di scontro, ma l’assetto costituzionale non è cambiato: la presidenza resta comunque l’obiettivo centrale, nonostante i tentativi di Marine Le Pen di dipingere la carica come “onorifica” per dare più poteri a Jordan Bardella quando era il favorito per il ruolo di primo ministro. “Ognuno dei leader che sta valutando come muoversi, lo fa in vista delle prossime elezioni presidenziali. Che saranno nel 2027, o forse anche prima: ciascuno sa che un compromesso oggi può costare caro in termini di capitale politico”, continua Gressani. Possono i partiti del Nouveau Front Populaire, ad esempio, scaricare La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, come chiedono alcuni del campo macronista? "Non è facile farlo subito o troppo esplicitamente - risponde - vorrebbe dire infrangere la promessa elettorale fatta neanche un mese fa, accettare di condividere il bilancio dell’era Macron e lasciare che Melenchon scorrazzi nelle praterie della sinistra dura e pura, comodamente all’opposizione”.

Il 18 luglio non è solo l’Ursula-day, ma ci sarà anche la prima seduta dell’Assemblea nazionale francese. “Si voterà il presidente, un’altra figura che in tempi normali non è così determinante, ma che in uno scenario di maggioranze ad hoc su singoli provvedimenti, compromessi e negoziati tra parti molto diverse tra loro, diventa di colpo attore protagonista. Prenda i Repubblicani: si erano detti contrari alla conferma di von der Leyen (pur essendo nel Ppe come lei) e uno dei leader ha dichiarato che “non si comprometterà” alleandosi con Macron e la sinistra. Ma altri nel partito stanno già cambiando strategia. Se ci sarà una maggioranza-Ursula a Strasburgo, potrebbe esserci una maggioranza-Ursula a palazzo Borbone, sede dell’Assemblea…”, conclude il direttore de "Il Grand Continent".

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