Venezuela, italiani a Caracas sotto choc: "Casa tremava per esplosioni. C'è paura di festeggiare"

La testimonianze dopo l'attacco Usa: "Non si sa se regime cadrà". Professore italiano: "Siamo senza luce, strade deserte"

Caracas - Afp
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03 gennaio 2026 | 17.07
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''Tremava a ogni esplosione la casa'' dove vive a Caracas, ''il bombardamento ci ha svegliati'', anche se siamo ''lontani dal centro degli eventi''. Lo racconta al telefono con l'Adnkronos Dora Gallo, rappresentante della comunità italiana a Caracas: "Stiamo bene, grazie a Dio!'', ma ''siamo ancora sotto choc per quello che sta succedendo a Caracas''.

Dopo l'attacco condotto dagli Stati Uniti e la cattura del presidente Nicolas Maduro, Gallo è uscita di casa e ha trovato una città deserta. ''Per strada non ci sono auto, né moto, e non ho visto nemmeno militari'', ha raccontato. ''Poco fa sono andata al supermercato per comprare il necessario per mio figlio di due anni e c’erano solo file interminabili di persone'', ha aggiunto la cittadina italiana nata in Venezuela.

"Nessuno festeggia ancora per paura, non si sa se regime cadrà"

"Direi che l'85% della popolazione è contenta, anche se non si festeggia, perché dopo 26 anni di regime c'è molta paura". E' il racconto che fa all'Adnkronos un italiano che vive in Venezuela e che preferisce non essere identificato nel timore di conseguenze. "In questo momento c'è grande incertezza, perché non si sa se il regime cadrà, se ci saranno nuovi bombardamenti americani", dice, riportando anche le voci di chi a Caracas e in tutto il Paese ritiene che Nicolas Maduro sia stato consegnato.

"Fa specie che elicotteri americani siano arrivati nel centro di Caracas senza essere avvistati dalla difesa aerea venezuelana e da nessuno in una notte di luna piena", osserva l'italiano, secondo cui il presidente e la moglie potrebbero essere stati consegnati da una parte dei militari. Che sarebbero divisi al loro interno, come dimostra la 'solitudine' del ministro della Difesa Vladimir Padrino, apparso in tv senza essere circondato come al solito dagli alti ufficiali a lui vicini.

E una parte dei militari potrebbe aver abbandonato al suo destino Maduro, perché "ormai il sistema non regge più: con il traffico di droga e il contrabbando di petrolio strangolati dal blocco americano, non ci sono più i soldi per pagare i militari, non gli stipendi" ma le tangenti che li hanno arricchiti per anni. "Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, nessuno si aspettava che gli americani sarebbero arrivati a tanto, anzi il clima finora era di grande disillusione, perché si pensava che alla fine le minacce di Trump non avrebbero avuto conseguenze", conclude l'italiano.

Professore italiano: "Siamo senza luce, strade deserte"

E' una Caracas deserta e buia quella che ha descritto all'Adnkronos Michele Castelli, professore di linguistica che vive in Venezuela dal 1970, quando ha deciso di trasferirsi nel Paese dopo essersi laureato a Bari. ''Da ieri sera siamo senza luce nel mio quartiere e ora il cellulare è quasi completamente scarico'', racconta al telefono.

Castelli, 71 anni, ha preferito evitare di uscire di casa in un clima di crescente tensione dopo l'attacco militare americano e la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte di soldati Usa. ''Dal balcone di casa mia osservo le strade del tutto deserte'', ha aggiunto Castelli.

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