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Missili su Teheran e Beirut. Esplosioni a Tel Aviv. Raid su postazione Unifil in Libano: feriti caschi blu ghanesi. Nyt: "Potrebbero essere stati gli Usa a colpire la scuola di Minab". Washington Post: "Russia aiuta Teheran"
Dopo sette giorni di guerra, "non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata". Ad assicurarlo attraverso i social è il presidente americano Donald Trump, che spiega come solo "con leader accettabili il Paese avrà un grande futuro".
La Russia starebbe intanto fornendo all'Iran informazioni utili per colpire le forze Usa in Medio Oriente, rivela il Washington Post, citando tre diverse fonti legate all'intelligence.
Continua lo scambio incrociato di raid. L'Aeronautica israeliana ha colpito oggi oltre 400 obiettivi militari nell'ovest dell'Iran. Tra gli obiettivi colpiti figurano lanciatori di missili balistici e depositi contenenti droni. Pesanti bombardamenti anche sulla capitale libanese Beirut e su Teheran.
Diversi peacekeeper delle Nazioni Unite sono stati inoltre feriti quando una postazione dell'Unifil è stata colpita nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia statale libanese, senza specificare l'origine dell'attacco e precisando che diversi caschi blu ghanesi sono "stati feriti dopo che la posizione nella cittadina di Qawzah è stata colpita".
Il New York Times ipotizza invece che il raid dello scorso 28 febbraio contro la scuola elementare femminile di Minab, nel sud dell'Iran, che ha provocato la morte di oltre 170 persone, potrebbe essere stato eseguito dalle forze statunitensi. L'ipotesi si basa sull'analisi di immagini satellitari, video verificati e post sui social media, secondo cui l'attacco sarebbe avvenuto negli stessi momenti in cui erano in corso operazioni contro una vicina base navale dei Pasdaran, nei pressi dello Stretto di Hormuz.