Iran, G7 chiede stop immediato e incondizionato attacchi Teheran: "Minaccia a sicurezza globale"

La dichiarazione congiunta sottoscritta da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Ue

Soldati iraniani - Afp
Soldati iraniani - Afp
21 marzo 2026 | 20.47
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Stop agli attacchi dell'Iran. I Paesi del G7, si legge in una dichiarazione congiunta sottoscritta dai ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché dall’Alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas, chiedono la "cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano".

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Condannano, si legge ancora nella nota diffusa dalla presidenza francese, "con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite".

I Paesi del G7 sostengono "il diritto dei Paesi vittime degli ingiustificati attacchi da parte dell’Iran o dei suoi alleati a difendere i propri territori e a proteggere i propri cittadini. Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato alla loro sicurezza, sovranità e integrità territoriale". Condannano "gli efferati attacchi compiuti in Iraq dall’Iran e dalle sue milizie contro strutture diplomatiche e infrastrutture energetiche, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno, nonché contro le forze statunitensi e della coalizione contro l’Isis e il popolo iracheno".

I Paesi del G7 ribadiscono che "l’Iran non deve dotarsi di armi nucleari e deve interrompere il suo programma di missili balistici, porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in tutto il mondo e cessare le atroci violenze e la repressione contro il suo stesso popolo".

E si dicono "pronti ad adottare le misure necessarie per sostenere l’approvvigionamento energetico globale, come il rilascio delle scorte deciso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 marzo".



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