Iran-Usa, rinviati i negoziati in Svizzera. Teheran: "Nessuna urgenza di incontrarli"

L'annuncio del governo di Berna dopo che già la Casa Bianca aveva anticipato uno stop al viaggio di JD Vance. Trump: "Non vedranno un soldo per 60 giorni". Axios: "Rubio si recherà in Medio Oriente la prossima settimana"

Gente a Teheran - (Afp)
Gente a Teheran - (Afp)
19 giugno 2026 | 07.31
LETTURA: 5 minuti

I negoziati previsti venerdì 19 giugno in Svizzera tra Usa e Iran sono stati "rinviati". Lo hanno comunicato fonti del governo di Berna. "La Svizzera resta disposta a facilitare queste discussioni. I relativi lavori preparatori proseguono", ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio trasmesso all'Afp, senza fornire dettagli su una prossima data per i colloqui.

La conferma arriva dopo che nelle scorse ore la Casa Bianca avveva anticipato che il vicepresidente americano JD Vance non si sarebbe recato nella Confederazione per i colloqui che puntavano a porre fine alla guerra. "La logistica di questi negoziati non è mai stata semplice o prevedibile. Per il momento il vicepresidente non partirà " per la Svizzera aveva detto un portavoce della Casa Bianca aggiungendo tuttavia l'auspicio "di iniziare i colloqui tecnici il prima possibile".

Da parte sua Teheran ha affermato che i colloqui rimarranno vincolati alle "nostre linee rosse". "Come abbiamo dimostrato in passato durante i negoziati, siamo determinati ad attenerci alle condizioni e alle linee rosse stabilite e a salvaguardare gli interessi della nazione iraniana", ha dichiarato all'agenzia di stampa Irna il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano.

Teheran: "Nessuna urgenza di incontrarli"

Non c'è "alcuna urgenza" di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera: a sottolinearlo è Teheran. "Dato che l'accordo è stato firmato elettronicamente il 18 giugno, non c'è urgenza di tenere l'incontro in Svizzera, ma intendiamo organizzarlo nei prossimi giorni", ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baqaei.

Trump: "Iran non avrà un soldo per 60 giorni"

"Non ci siamo incontrati con l'Iran per disperazione, erano loro i disperati", ha intanto scritto il presidente americano Donald Trump su Truth Social, ribadendo che il regime di Teheran è "finito". "Aspetteremo che scadano i 60 giorni - ha aggiunto - Non avranno un soldo, neanche dieci centesimi!". Gli iraniani "devono fare un accordo, altrimenti faremo cose che non li renderanno felici, ma non credo che si arriverà a quel punto". Il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz, aggiunge il tycoon, è in forte aumento e potrebbe portare a un calo dei prezzi del petrolio. "Quelle navi stanno uscendo dallo Stretto di Hormuz... circa 700, stanno uscendo tutte, il petrolio è ovunque. Vedrete il petrolio scendere a livelli molto bassi!", ha dichiarato il presidente, sostenendo che la situazione favorirebbe una riduzione dei prezzi dell'energia. "Io spero che le compagnie siano contente di questo".

Axios: "Rubio si recherà in Medio Oriente la prossima settimana"

Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha in programma una missione in Medio Oriente la prossima settimana. Lo hanno indicato due fonti ad Axios, precisando che la missione prevede al momento tappe in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

"Senza Libano niente accordo"

Secondo quanto scrive il Financial Times citando fonti informate, l'inizio dei negoziati è stato rinviato a causa dei raid israeliani nel sud del Libano. La delegazione iraniana ha chiesto "garanzie sulla fine della cessazione delle ostilità in Libano, come previsto dall'accordo firmato" e "i mediatori al momento stanno lavorando per risolvere la questione", spiega una fonte diplomatica informata.

Nei raid condotti da Israele la notte scorsa e proseguiti fino a questa mattina in oltre 10 villaggi nel Libano meridionale sono rimaste uccise 18 persone e 33 sono state ferite, secondo il ministero della Sanità di Beirut. L'Iran ha ribadito con fermezza la sua posizione "senza Libano niente accordo", ha detto ancora una seconda fonte citata del Ft, sottolineando che Teheran è convinta di essere in una posizione di vantaggio e di poter quindi ottenere concessioni da Washington sul Libano. "Noi abbiamo trattenuto Hezbollah, gli Stati Uniti non sono in grado di fare lo stesso con Israele, fino a quando non lo faranno non verremo", è il messaggio dell'Iran a Washington, secondo la fonte diplomatica.

A questo punto si sta cercando di fissare i negoziati per lunedì, ma questo dipende dalla situazione in Libano, e quindi - afferma un'altra fonte - non si può dire quanto durerà lo stallo.

Usa comunicano a Teheran che Israele non amplierà operazioni in Libano

Nel tentativo dell'amministrazione Trump di riportare sui binari la seconda fase di delicati negoziati, gli Stati Uniti avrebbero comunicato all'Iran che Israele non intende ampliare ulteriormente le proprie operazioni militari in Libano. Lo riferisce a Cnn una fonte informata, secondo cui "Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Israele ha accettato di non reagire oltre e questo è stato comunicato agli iraniani. Ora spetta a Hezbollah fermarsi".

Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova ondata di raid israeliani in Libano, lanciati in risposta a un attacco attribuito a Hezbollah che avrebbe causato la morte di quattro soldati israeliani nel sud del Paese, nonostante l'accordo tra Stati Uniti e Iran prevedesse la cessazione delle ostilità su tutti i fronti.

La firma preliminare

Il rinvio arriva a pochi giorni dalla firma dell'intesa preliminare sottoscritta separatamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. L'accordo mirava a fermare le ostilità in Iran, garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e aprire una finestra di 60 giorni per negoziare le questioni più sensibili tra i due Paesi, a partire dal programma nucleare iraniano. Il protocollo prevedeva inoltre la cessazione delle operazioni militari in Libano.

L'intesa, sottoscritta separatamente dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, mirava a cessare le ostilità in Iran, garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e inaugurare una finestra temporale di 60 giorni dedicata alla negoziazione di tematiche strategiche, tra cui il programma nucleare di Teheran. Il protocollo prevedeva contestualmente la cessazione delle operazioni belliche in Libano.

Secondo diverse fonti diplomatiche, Washington e Teheran hanno lavorato negli ultimi giorni a una serie di proposte riservate per dare attuazione ai 14 punti contenuti nell'intesa. Tra i dossier più delicati figurano le modalità di controllo del programma nucleare iraniano, la gestione delle scorte di uranio arricchito e la graduale revoca delle sanzioni statunitensi.

Axios: "Rubio si recherà in Medio Oriente la prossima settimana"

Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha in programma una missione in Medio Oriente la prossima settimana. Lo hanno indicato due fonti ad Axios, precisando che la missione prevede al momento tappe in Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

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