Iran, Rutte: "500 aerei Usa decollati da basi in Italia". La Difesa: "Messaggio fallace, rispettati i trattati"

Onu evacua 11.000 marinai dallo Stretto di Hormuz. Aiea pronta a tornare sui siti nucleari iraniani, mentre Trump attacca il Congresso dopo il voto che chiede lo stop alle operazioni militari

Aereo americano - (Centcom)
Aereo americano - (Centcom)
24 giugno 2026 | 07.40
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Durante l'Operazione Epic Fury contro l'Iran, 500 aerei degli Stati Uniti hanno utilizzato le basi in Italia. Ad affermarlo è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo a Fox News. "Hanno reso disponibili le loro basi paese dopo paese, alleato dopo alleato", ha sottolineato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica. "Se prendi per esempio 'Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi statunitensi in Italia per sostenere Epic Fury. Una cosa imponente".

Il ministero della Difesa, in una nota chiarisce "il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti - si legge nella nota del ministero della Difesa - Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione. Per questo, sorprende che il Segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un’approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi".

L’Onu ha intanto avviato un’operazione per evacuare oltre 11.000 marinai rimasti bloccati nello Stretto di Hormuz dopo mesi di paralisi seguiti alla crisi tra Stati Uniti e Iran. L’area strategica era stata chiusa da Teheran a fine febbraio nel pieno dell’escalation militare, interrompendo il traffico commerciale.

Sul fronte nucleare, il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi ha confermato che gli ispettori torneranno a controllare i siti iraniani, compresi Natanz, Fordow e Isfahan. "Accadrà", ha detto da Tokyo, mentre restano tensioni tra Washington e Teheran sulle modalità delle verifiche.

A Washington, intanto, il presidente Donald Trump ha criticato il Congresso dopo il voto di una risoluzione – 50 sì e 48 no – che chiede lo stop alle operazioni contro l’Iran. "Voto inopportuno e senza senso", ha scritto su Truth Social, accusando i senatori di ostacolare la sua azione.

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