Legge elettorale è arrivata in Aula alla Camera venerdì 26 giugno. La maggioranza accelera, con l’obiettivo di arrivare al traguardo dell’approvazione in prima lettura a Montecitorio, senza incidenti di percorso. È stato vano il tentativo di mediazione da parte del presidente dell'Assemblea della Camera, Lorenzo Fontana, che durante la riunione della Conferenza dei capigruppo aveva proposto uno slittamento di qualche giorno, con la calendarizzazione per il 29. Le opposizioni hanno detto no, chiedendo che invece si andasse a luglio, per consentire una discussione più approfondita in commissione. Nella riunione dei capigruppo fissata per il primo luglio, lamentano se forze del centrosinistra, verranno poi stabiliti i tempi dell'esame nel calendario di luglio, sapendo già che saranno tempi contingentati con l’obiettivo di approvare il testo entro la metà di luglio. Nel merito, le critiche dell’opposizione sono sintetizzate dall’intervento della leader del Pd Elly Schlein, durante la direzione del partito al Nazareno: nella legge elettorale "ci sono degli aspetti che hanno chiari profili di incostituzionalità" come "un premio enorme che permetterebbe in Senato di arrivare da soli al quorum di garanzia". La legge "non prevede il voto per i fuorisede, contiene l'antipasto del premierato, mettendo l'obbligo dell'indicazione del premier alla presentazione del programma". Valutazioni di senso opposto nella maggioranza. Tanto che in via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d'Italia, si inizia a mettere a punto lo schema delle candidature per il Parlamento. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non vuole ritardi. Mentre quasi tutti i partiti potrebbero esser chiamati a fare i conti con tagli, Fdi ha il problema opposto: allargare le liste. Un primo innesto arriverebbe con la candidatura dei ministri (Alessandro Giuli, Elvira Calderone, Orazio Schillaci) non eletti. Nell'idea della premier, il discorso legge elettorale va chiuso entro settembre, per poi aprire la sessione di bilancio, l'ultima della legislatura. E andare al voto per le Politiche entro primavera. Prima del voto nelle grandi città Milano, Roma, Napoli e Torino, Bologna. Una road map stretta che si incrocia proprio con l’iter parlamentare della legge elettorale. Se l’opposizione minaccia ostruzionismo a oltranza, a Palazzo Chigi si fa l'ipotesi di porre la fiducia per far decadere la pioggia di emendamenti fotocopia delle opposizioni.