Lo stato di salute delle due coalizioni, gli ultimi sondaggi

21 maggio 2026 | 19.00
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Gli ultimi sondaggi elettorali restituiscono un quadro politico caratterizzato da un sostanziale equilibrio tra i principali schieramenti, con variazioni contenute che oscillano di pochi decimali tra una rilevazione e l’altra. Questa situazione riflette una fase di stabilizzazione dei consensi, in cui si registrano piccoli spostamenti più che cambiamenti strutturali nei rapporti di forza.

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Secondo l’ultima rilevazione Swg per Tg La7, ad esempio, Fratelli d’Italia si conferma saldamente come primo partito italiano, pur registrando un lieve calo dello 0,3% che lo porta al 28,5%. Si tratta di una flessione contenuta, ma coerente con una tendenza già evidenziata nelle settimane precedenti: il partito mantiene un livello di consenso elevato, sebbene si osservi un graduale ridimensionamento rispetto ai picchi raggiunti in passato. All’interno della stessa area politica, Forza Italia continua invece una crescita progressiva, passando dal 7,5% al 7,6% e consolidando il proprio ruolo di seconda forza del centrodestra. Più complessa appare la situazione della Lega, che perde altri due decimali e si attesta al 6%, confermando una fase di difficoltà nel recuperare terreno elettorale.

Sempre nell’ambito del centrodestra, si segnala l’ulteriore avanzata di Futuro Nazionale, che guadagna lo 0,2% e raggiunge il 4,1%. Pur restando su valori inferiori rispetto ai principali partiti, il movimento legato a Roberto Vannacci sembra consolidare una presenza stabile sopra la soglia del 4%, intercettando una parte dell’elettorato più orientato verso posizioni identitarie e radicali.

Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico continua un percorso di rafforzamento graduale. Nella rilevazione Swg cresce dello 0,2%, arrivando al 22,2%. Anche in questo caso non si tratta di un incremento significativo in termini assoluti, ma di una dinamica di consolidamento che conferma una tendenza positiva nel medio periodo. Parallelamente, il Movimento 5 Stelle registra un aumento dello 0,3% e si attesta al 12,5%, mostrando una ripresa che contribuisce a rendere il campo progressista complessivamente più competitivo rispetto ai mesi precedenti.

Nonostante questi segnali, l’area progressista non appare ancora configurata come una coalizione pienamente strutturata, elemento che rappresenta uno dei fattori chiave per il futuro equilibrio politico. All’interno dello stesso schieramento, si registra un lieve arretramento di Alleanza Verdi e Sinistra, che scende al 6,7%.

Più distanziate risultano le forze di dimensioni minori: Azione si colloca al 3,5%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1,3%. Questi partiti, pur con percentuali contenute, possono comunque giocare un ruolo significativo nelle dinamiche di coalizione, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

Un quadro in parte diverso emerge considerando la cosiddetta “supermedia” elaborata da Agi/Youtrend, che aggrega i risultati di diversi istituti demoscopici (tra cui Demos, Emg, Eumetra, Noto, Only Numbers, Piepoli, Swg e Tecnè) in rilevazioni comprese tra la fine di aprile e la prima metà di maggio. In questo caso, Fratelli d’Italia si attesta al 28,4%, con una lieve crescita dello 0,2%, mentre il Partito Democratico si posiziona al 22%, in calo dello 0,4%. Il Movimento 5 Stelle risulta al 12,6% (-0,2%), mentre Forza Italia si colloca all’8,2% senza variazioni significative.

La Lega, secondo questa media, appare in una posizione leggermente migliore rispetto alla rilevazione Swg, con un 7,3% e un incremento dello 0,3%. Alleanza Verdi e Sinistra si attesta invece al 6,4%, in lieve diminuzione. Futuro Nazionale risulta al 3,6% (+0,2%), mentre Azione si ferma al 3% (-0,1%). Italia Viva raggiunge il 2,5% (+0,1%), seguita da +Europa all’1,6% (+0,1%) e Noi Moderati all’1,2% (+0,1%).

Nel complesso, il confronto tra le diverse rilevazioni evidenzia come, pur in presenza di piccole oscillazioni, gli equilibri tra le principali forze politiche restino relativamente stabili. La competizione tra centrodestra e centrosinistra si presenta quindi aperta, con un margine che potrebbe evolversi nel tempo anche in funzione delle dinamiche interne alle coalizioni e delle scelte strategiche dei singoli partiti. In questo contesto, i sondaggi rappresentano un indicatore utile per cogliere le tendenze in atto, ma non ancora sufficiente a delineare con precisione gli assetti futuri in vista delle elezioni politiche del 2027.

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