Audace, femminile e in perpetuo movimento: il rigore del design fiorisce fra sofisticate orchidee e tessuti d’eccezione per il prossimo autunno-inverno firmato Giada. In particolare, l’ancestrale Cymbidium, con la sua fioritura impetuosa e resiliente, è la segreta musa d’elezione per Gabriele Colangelo, il direttore creativo del marchio, che infonde in ciascuno dei look della collezione un’aura di stile intenso e rarefatto, distillato dall’essenza del fiore. Un effluvio di grazia, emanato dalle sfumature bordeaux e rosa, che, su strascichi e silhouette fluide, svela la naturale dualità cromatica delle Paphiopedilum.
I petali neri invece della Maxillaria Schunkeana ispirano le texture glossy dei trench e giubbotti mentre le superfici irregolari dei cappotti in shearling sono rasati, rielaborati e dominati da spalle scultoree e imponenti. Il lessico estetico della collezione raggiunge una delicata sintesi grazie all’artista americana Leigh Wells. I suoi grafismi ikebana, nati da collage, foto e cultivar care a Confucio, definiscono anche gli armoniosi ramage e ricami tridimensionali di canottiglie, bead e jais che affiorano su seta e cashmere. Lembi di immaginaria e minimale sensualità svelano schiene nude, scolli profondi e orli ben sopra il ginocchio, tratteggiando una femminilità scandita dall’essenzialità e completata da cuissard stretch o tacchi dai profili arcuati. Il pensiero couture si manifesta nelle goffrature che impreziosiscono i bomber svasati al collo e le gonne bombate al punto vita.
Catene di elementi ovali e circolari dorati incastonano perle diafane o nastri in pelle, diventando collane, cinture o earcuff. Anche le Pillow bag echeggiano questa estetica, riprendendo nelle chiusure i moduli stondati, mentre pendenti irregolari in resina trasparente, simili a gocce bordate d’oro, adornano collo e polsi in perfetta armonia cromatica con i look. Come le radici delle orchidee, intrecciate in forme sempre diverse, così il corpo viene avvolto da asimmetrie tessili e da stole effetto sciarpa. La morbidezza impalpabile delle maglie si alterna a fili flottanti di ciniglia e seta, candidi ed eterei come infiorescenze di amaranto. Nella cornice della Biblioteca Nazionale Braidense, presso la Pinacoteca di Brera di Milano, la sfilata rinnova così il dialogo estetico tra Italia e Cina. Un omaggio a una specie botanica apparsa sulla terra ottantaquattro milioni di anni fa, venerata fin dai tempi del Re Goujian di Yue tra il 496 e il 465 a.C. e introdotta in Italia dal naturalista Ulisse Aldrovandi nel Rinascimento.