Alluvione in Nepal, bilancio sale a 579 morti: tre italiani ancora dispersi

I dispersi in totale sono oltre 970. Distretto di Rasuwa completamente isolato, il ministro: "Non conosciamo i danni, non siamo riusciti ancora ad arrivare". Circa 100 persone rimaste intrappolate all’interno di un tunnel di un impianto idroelettrico. Altre 5 vittime in Tibet

Alluvione in Nepal, bilancio sale a 579 morti: tre italiani ancora dispersi
28 agosto 2026 | 06.57
LETTURA: 5 minuti

E' salito a 579 il numero dei corpi recuperati in Nepal dopo le devastanti alluvioni di mercoledì. A confermare l'ultimo aggiornamento è la Polizia nepalese, che parla anche di 1.473 feriti. Proseguono intanto le operazioni di soccorso e ricerca dei dispersi, ha reso noto l'Autorità nazionale per la riduzione e la gestione del rischio di disastri (Ndrrma). Secondo l'agenzia, risultano ancora disperse 977 persone, tra cui - secondo i numeri della polizia locale - 575 cittadini stranieri di 36 diversi Paesi compresi tre italiani. Le autorità cinesi, da parte loro, hanno segnalato cinque morti e 558 dispersi in Tibet. 

Il distretto di Rasuwa è il più duramente colpito dall'alluvione ed è "completamente isolato", ha detto il ministro dell'Informazione del Nepal, Bikram Timilsina. "Non siamo ancora riusciti ad arrivare sul posto, ci vorrà tempo per valutare l'entità dei danni - ha spiegato alla Bbc -. Solo in elicottero siamo riusciti a soccorrere le persone" coinvolte nel disastro.

Le squadre di soccorso dell’esercito nepalese sono quindi al lavoro per trarre in salvo circa 100 persone rimaste intrappolate all’interno di un tunnel di un impianto idroelettrico. “Il nostro obiettivo è la ricerca e il soccorso delle persone, alcune sono intrappolate nel tunnel dell’impianto idroelettrico Trishuli 3A", ha dichiarato il portavoce dell’esercito nepalese Raja Ram Basnet. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato in un comunicato che 350 persone erano state tratte in salvo nella zona, ma che altre 100 sono ancora intrappolate.

Le autorità nepalesi hanno emesso un avviso per cittadini e soccorritori 'di spostamento verso zone più elevate' dopo che una diga a monte, in Tibet, sarebbe crollata. "Abbiamo ricevuto informazioni sul nuovo crollo di una diga idrica sul versante tibetano - ha dichiarato la polizia in un comunicato - Si invitano tutte le forze dell'ordine, i soccorritori e il pubblico impegnato nelle operazioni di soccorso e assistenza a rimanere in allerta e a spostarsi immediatamente in un luogo sicuro."

Intanto il governo del Nepal, a cominciare dal premier Balendra Shah, donerà lo stipendio del mese per finanziare la ricostruzione dopo la tragedia. "Il governo ha deciso di versare nel Fondo di solidarietà in caso di calamità naturali lo stipendio di un mese del primo ministro e di tutti i componenti del Consiglio dei ministri", ha reso noto l'ufficio del premier con una nota diffusa via X dopo una riunione del Consiglio dei ministri a Kathmandu.

Al ministero delle Finanze è stato chiesto di mettere a punto un pacchetto di assistenza per le persone colpite dalla devastante alluvione.

La catastrofe in Tibet

Sta intanto "gradualmente diminuendo" il rischio di cedimento del vasto bacino d'acqua che minaccia di complicare le operazioni di soccorso in Tibet, dopo la devastante colata di fango che ha colpito la regione, riferiscono i media statali cinesi, secondo cui le operazioni di soccorso "si stanno svolgendo in modo ordinato".

Secondo la televisione di Stato Cctv, il bacino sta tracimando "naturalmente" e si sta svuotando a un ritmo superiore rispetto a quello con cui viene alimentato. Il livello dell'acqua è sceso di circa 10 metri rispetto a ieri mattina, riducendo progressivamente il pericolo di una rottura. La Cina ha però sospeso un'operazione di soccorso.

I soccorritori hanno intanto evacuato 555 turisti rimasti bloccati, riferiscono i media statali cinesi. "Al momento, 499 residenti e 555 turisti rimasti bloccati sono stati trasferiti fuori dalla zona", ha riferito l’emittente televisiva pubblica Cctv, senza specificarne la nazionalità.

Il presidente cinese Xi Jinping ha presieduto oggi una riunione dei massimi dirigenti sulle operazioni di soccorso. I lavori si sono aperti con un minuto di silenzio in memoria delle vittime della devastante inondazione. "Bisogna fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse dentro e fuori dal Paese", hanno dichiarato funzionari del Partito Comunista Cinese durante la riunione.

"Permangono molti pericoli nascosti, come ghiacciai, laghi ghiacciati e disastri geologici nella zona circostante, e le operazioni di soccorso stanno incontrando grandi difficoltà", hanno riferito i leader, aggiungendo che la Cina sta valutando la possibilità di fornire aiuti di emergenza al Nepal e di avviare una "cooperazione internazionale per i soccorsi".

Tre italiani ancora dispersi, a Kathmandu la task force della Farnesina

È arrivata intanto a Kathmandu la task force dell’Unità di Crisi della Farnesina, insieme al personale dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi, inviati su indicazione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani per rafforzare la presenza diplomatica italiana sul posto e l’assistenza ai connazionali, rende noto la Farnesina. Il personale italiano è in loco anche per cercare di acquisire informazioni sullo stato dei tre connazionali che risultano tuttora dispersi.

Le squadre coordineranno il lavoro del Consolato Onorario d’Italia a Kathmandu e opereranno in raccordo con le autorità locali, proseguendo le attività di assistenza ai connazionali e le verifiche nelle aree interessate dalla frana al confine tra Nepal e regione tibetana (Cina).

Permane intanto il rischio di ulteriori inondazioni nelle aree al confine tra Nepal e Cina. Nel raccomandare la massima prudenza, la Farnesina invita i connazionali presenti o in viaggio nell’area a evitare le zone interessate, in particolare il valico di Gyirong (Contea di Gyirong), nella Prefettura di Shigatse, a mantenersi costantemente informati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali.

Si invitano inoltre i connazionali presenti nell’area a registrare la propria presenza sul portale 'Dove siamo nel mondo', a consultare il sito Viaggiare Sicuri e a scaricare l’App Viaggiare Sicuri dell’Unità di Crisi per ricevere gli aggiornamenti e le comunicazioni relative alla situazione.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza