Augias: "Meloni rimane popolare perché dall'altra parte non c'è una scelta chiara"

L'analisi a DiMartedì: "Capiremo molto se Meloni deciderà di prendere con sé anche Vannacci"

Corrado Augias - (fermo immagine)
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16 settembre 2026 | 00.27
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"Credo che vivremo una stagione molto agitata perché le forze di governo si sentono minacciate, c'è qualche segno di cedimento. D'altra parte Giorgia Meloni resiste nella popolarità, soprattutto perché dall'altra parte non c'è una chiara scelta". E' la riflessione di Corrado Augias a diMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris su La7, che accende i riflettori sul quadro ancora fluido nel campo largo, con la leadership 'contesa' tra Giuseppe Conte e Elly Schlein.

Si va verso le elezioni in programma nel 2027. "Siamo condannati a vivere questi mesi, non sappiamo quanti, in maniera agitata e dannosa per il paese. E' possibile che si crei una contrapposizione: o siamo ancora nella democrazia o usciamo verso un generico autoritarismo. Io, da passante, credo che lo capiremo quando vedremo se la signora Meloni prenderà con sè o no il generale Vannacci. Se devo credere ai sondaggi, Vannacci è dirimente. Ha il 7% che garantirebbe la vittoria al centrodestra". Meloni dice cose diverse rispetto a Vannacci? "E' una bella domanda, la giro in un altro modo. Meloni non ha mai fatto la fascista come Vannacci. Non ha mai fatto nemmeno l'antifascista. Ha costruito la durata del suo governo sulla tecnica sopraffina del galleggiamento, tenendo insieme due anime diverse come Tajani-Fratelli d'Italia e dall'altra parte la Lega. Per questo è diversa da Vannacci: anche quando era all'opposizione, certe cose fasciste come Vannacci non le ha mai dette".

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