Hackeraggio Revolut, polizia postale indaga per accesso abusivo e frode informatica

La polizia postale è al lavoro per fare chiarezza. Revolut: "Fondi dei clienti non interessati da tentativo di truffa". Ft: "Da due mesi i criminali informatici si spacciavano per poliziotti"

Hacker - (Foto )
Hacker - (Foto 123RF)
15 settembre 2026 | 17.04
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La polizia postale è al lavoro per fare chiarezza sull'attacco hacker a 'Revolut'. A quanto si apprende, si indaga per accesso abusivo a sistema informatico e per frode informatica.

Cosa è successo

Alla base della frode informatica a 'Revolut' ci sarebbe una richiesta arrivata da un indirizzo email di posta certificata di un'autorità: questo il meccanismo fraudolento che sarebbe stato utilizzato dagli hacker per carpire informazioni. Mentre la polizia postale indaga per accesso abusivo a sistema informatico e per frode informatica, 'Revolut' ha riferito che è rimasto coinvolto nell'accaduto un "numero limitato di persone".

"I sistemi di Revolut e i fondi dei clienti non sono stati interessati" dal tentativo di raggiro, ha riferito la stessa società parlando di una "sofisticata truffa" nella quale "una terza parte non autorizzata ha utilizzato un indirizzo email con dominio di un ente governativo legittimo per inviare richieste fraudolente di informazioni. Non appena individuato il problema, abbiamo immediatamente bloccato l'indirizzo e allertato l'ente governativo competente, nonché le forze dell'ordine, gli organi di protezione dei dati e le autorità di vigilanza finanziaria".

Ft: "Da due mesi gli hacker si spacciavano per poliziotti"

Erano almeno due mesi che gli hacker autori della mega truffa ai danni di Revolut si scambiavano messaggi con la banca on-line spacciandosi per poliziotti italiani. A rivelarlo al Financial Times gli stessi autori della truffa. Le loro affermazioni, rileva Ft, suggeriscono il fatto che l'attacco hacker, che ha interessato quasi 700 conti dei clienti di Revolut, sia stato più esteso rispetto alla violazione dei dati inizialmente ammessa dal gruppo di pagamenti.

Nei messaggi inviati tramite Telegram, uno o più hacker che utilizzavano lo pseudonimo 'iamnotavillain' hanno dichiarato di aver contattato Revolut per la prima volta "un paio di mesi fa, spacciandosi per un'autorità di polizia" italiana. Nelle settimane successive, avrebbero chiesto ripetutamente a Revolut di condividere dettagli riservati relativi agli account di clienti specifici, tra cui indirizzi, numeri di telefono e cronologie delle transazioni, sostenendo che tali informazioni fossero necessarie per un'attivita' di polizia in corso. E Revolut "ha obbedito come un 'bravo ragazzo'", hanno affermato.

Razzante: "Attacco sofisticato, non escludo uso Ai"

“Questo conferma il grado di sofisticazione che hanno raggiunto gli hacker" dice all'Adnkronos Ranieri Razzante, docente universitario ed esperto di cybersicurezza."La prima riflessione è che sarebbe stata violata una Pec e ciò mi sconcerta perché nell'immaginario collettivo la Pec è uno strumento super sicuro - continua -. Inoltre se fosse vero che non è stata violata la Pec di uno studio o di una qualsiasi piccola o media impresa, bensì di una pubblica autorità, la violazione sarebbe ancora più grave". Anche perché, ricorda l'esperto, i cyber criminali cercano guadagni ma anche "visibilità".

"Il primo ritorno è sempre pubblicitario perché questi attacchi instillano vulnerabilità nel cittadino comune - spiega - l'altro ritorno è sempre economico, attraverso la vendita dei dati nel darkweb". "Non escludo che un attacco così sofisticato sia stato reso possibile anche dall'uso dell'Intelligenza artificiale - sottolinea Razzante - Del resto, come dice l'ultimo rapporto di Ibm, l'aiuto dell'Ia potenzia gli attacchi del 56%". Di fronte a simili scenari, Razzante osserva quanto sia necessario, anche a livello europeo, "stanziare risorse sufficienti a formare super esperti e super hacker che siano arruolati dalle forze dell'ordine e militari perché possano prevenire ma anche contrattaccare: servono maggiori poteri difensivi per la nostra intelligence e le forze dell'ordine".

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