Dopo che il deputato di Italia viva si era incatenato passando dallo sciopero della fame a quello della sete la maggioranza si è detta disponibile a garantire il numero legale in Vigilanza. La riunione convocata per il 27 maggio
“Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”. La protesta plateale messa in atto oggi, venerdì 15 maggio, dal deputato di Italia Viva Roberto Giachetti durante un intervento nell’Aula della Camera, alla fine del quale si è ammanettato al proprio banco parlamentare, ha avuto l'effetto sperato: il centrodestra si è detto disponibile a garantire il numero legale in Vigilanza e la presidente della Commissione Barbara Floridia ha convocato la riunione per il prossimo 27 maggio. Giachetti ha quindi lasciato l'aula di Montecitorio dove si era ammanettato.
"Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai, nella maggioranza - ha avvertito Giachetti - nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia. Ho allora deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”.
"Sono passato ad uno sciopero della sete visto che non sono arrivate risposte dopo l’inizio di quello della fame - ha poi ribadito il parlamentare a 'Un Giorno da Pecora su Radio Rai' -. Ora non prendo più niente, né cappuccini né acqua. Ho preso solo un cappuccino stamattina, poi un caffè ed un bicchiere d’acqua alla buvette”. In questo momento è da solo in aula? “Sono col personale della Camera, povere vittime di questa mia iniziativa, il presidente Fontana ed il vicepresidente Costa mi hanno inviato subito lo staff sanitario, che mi ha visitato”. Cosa crede che succederà dopo questa sua protesta? ”Spero non mi portino fuori con la forza, io non ho bisogno di fare show - ha spiegato- vorrei che arrivassero risposte politiche”.
La sua famiglia è stata informata di quanto sta avvenendo? “Sono un po’ preoccupati anche se sono abituati a questo tipo di proteste”. Dove ha preso le manette con cui si è incatenato ai banchi di Montecitorio? “Le manette, che sono legate allo scranno, le ho dovuto comprare ad un sexy shop perché in Italia le manette non si possono vendere”. E se dovesse fare la pipi’? Mi sono messo un pannolone, ho pensato a tutto”, ha spiegato ancora Giachetti.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana si è recato in aula per parlare con Giachetti esprimendo per il protrarsi dello sciopero della fame e sollecitando, per quanto riguarda il merito della protesta una soluzione per la Vigilanza Rai, ricordando il monito del presidente della Repubblica affinché la Commissione possa esercitare appieno i suoi compiti.
“Abbiamo a cuore la salute dell’on. Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta, ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della Commissione di Vigilanza Rai”, fanno sapere i componenti di centrodestra della Commissione Vigilanza Rai Francesco Filini (FdI), Roberto Rosso (Forza Italia), Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati). "La maggioranza di centrodestra nella Commissione Vigilanza Rai - sottolineano tuttavia i deputati - è sempre stata disponibile a discutere nel merito di ogni proposta. Su richiesta delle opposizioni - ricordano - nei mesi scorsi abbiamo audito l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore generale Roberto Sergio e il giornalista Sigfrido Ranucci".
Un annuncio che ha sbloccato la situazione. "Dopo 12 giorni di sciopero della fame, oggi mi sono incatenato in aula perché non avendo avuto risposte chiedevo che la maggioranza acconsentisse che vi fosse il numero legale in Vigilanza Rai - ha affermato Giachetti - , numero legale che viene fatto mancare da 20 mesi. Il comunicato che ho visto della maggioranza risponde perfettamente a questa iniziativa che ho messo in piedi oggi in aula". Per questo "sospendo le mie iniziative non violente. Rimango a guardare quello che accade ma un grande risultato oggi lo abbiamo avuto. La presa di posizione della maggioranza sulla garanzia del numero legale è straordinariamente importante dopo 20 mesi in cui persino le parole del presidente della Repubblica non erano state ascoltate".
La presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia preso atto "della disponibilità della maggioranza a garantire il numero legale della Vigilanza Rai e convoco la commissione per il prossimo mercoledì 27 maggio. L'auspicio è che l'apertura della maggioranza a riaprire i lavori non sia limitato solo alla prossima seduta, ma che si possa ripartire con le attività ordinarie", ha sottolineato. "È opportuno evidenziare - ha aggiunto - che l'ordine del giorno non lo decide di certo Antonio Tajani. Dispiace molto che si sia dovuti arrivare al gesto estremo di Giachetti per avere una cosa normale come una seduta della commissione".