Meloni scherza su affresco con il suo volto: "No, decisamente non sembro un angelo"

Le parole della premier dopo le notizie sul cherubino con il suo volto nella basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Soprintendente dispone sopralluogo su indicazione del ministro Giuli. Vicariato: "Noi tenuti all'oscuro dall'artista"

Meloni e l'angelo della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma - Afp
Meloni e l'angelo della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma - Afp
31 gennaio 2026 | 13.39
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"No, decisamente non somiglio a un angelo". Così, dopo le polemiche, Giorgia Meloni con una emoticon sorridente commenta su Facebook la notizia, lanciata da Repubblica, secondo la quale il volto di un cherubino dipinto in un affresco della Basilica di San Lorenzo in Lucina assomiglierebbe al viso della premier. Meloni ha postato anche la foto del 'particolare' dell'affresco che ritrarrebbe il suo viso, pubblicata on line.

Giuli manda funzionari per sopralluogo

Su indicazione del ministro Alessandro Giuli, il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro, ha intanto dato incarico ai funzionari tecnici del Mic di effettuare oggi stesso un sopralluogo per accertare la natura dell'intervento effettuato sul dipinto e decidere il da farsi.

La richiesta dei dem a Giuli e la replica di Fdi

Stamane, dopo la pubblicazione della news di Repubblica, era intanto scattata la polemica politica. ''Chiediamo che il ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina. Quanto emerso non è accettabile",la nota con cui il Pd chiedeva l'intervento del ministro della Cultura sul caso.

"L'ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato - sottolineava la capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi - possa aver prodotto un'immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico".

"Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni - concludeva Manzi - riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi''.

"Angelo con volto di Meloni? Per me non è problema", parla il responsabile della basilica

A rispondere alla nota dei dem è stata Susanna Donatella Campione, senatrice di Fratelli d'Italia e componente della Commissione Cultura di Palazzo Madama. "Siamo al delirio mistico, la sinistra pur di attaccare il governo chiede conto al ministro della Cultura, Alessandro Giuli di controllare come mai il volto di un affresco in un restauro nella basilica di San Lorenzo in Lucina sia somigliante a quello della premier Meloni. Una richiesta sconcertante che lascia intuire a che livello d'ossessione sia arrivata l'opposizione in Italia che vede ormai Giorgia Meloni dappertutto. Voglio sperare - recita la nota della senatrice - che la collega del Pd che ha sollecitato l'intervento di Giuli per verificare la regolarità degli interventi effettuati, non arrivi a chiedere di inserire, invocando la par condicio, nello stesso affresco anche i volti di Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte. Al di là delle ironie, la considerazione è un'altra. Possibile che, proprio nel giorno in cui anche l'agenzia di rating Standard and Poors premia il buon governo dell'Italia, a sinistra preferiscano contestare addirittura gli affreschi di una chiesa considerandoli filogovernativi? Evidentemente, a certa opposizione non resta che disquisire sul sesso degli angeli, anzi, sul volto".

Vicariato: "Tenuti all'oscuro dall'artista, valutiamo iniziative"

”Noi non conoscevamo assolutamente la questione. L'artista che ha assunto l'opera di restauro, che era anche l'autore della prima versione, non ci ha informato”, fa sapere nel frattempo il Vicariato di Roma con padre Giulio Albanese, direttore dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi, dopo la segnalazione del restauro. “Stiamo cercando di capire meglio - aggiunge padre Albanese - eravamo all'oscuro di tutto”.

Il Vicariato “si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative”. “Sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario (Fec), oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' (dalla mail condivisa) sull'affresco in questione di recente fattura (anno 2000). Pertanto la modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”.

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