Rimpatri volontari assistiti, approvato definitivamente il decreto

22 giugno 2026 | 18.18
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L’Aula della Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto-legge n. 55 del 2026 in materia di rimpatri volontari assistiti, con 147 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astensioni. Il provvedimento, che conclude così il proprio iter parlamentare, si inserisce nel quadro delle politiche migratorie volte a favorire il rientro nei Paesi di origine dei cittadini stranieri che scelgano volontariamente di aderire a programmi assistiti di rimpatrio, promossi e gestiti in collaborazione con le autorità competenti. Il testo approvato introduce alcune modifiche rispetto alla versione iniziale, intervenendo in particolare su una disposizione oggetto di confronto durante l’esame parlamentare. In origine, infatti, un emendamento proposto dai gruppi di Centrodestra prevedeva l’erogazione di un contributo pari a 615 euro in favore degli avvocati, da corrispondere tramite il Consiglio nazionale forense, per l’attività di assistenza relativa alle pratiche di rimpatrio e al successivo rientro effettivo nel Paese di provenienza del cittadino straniero. Nel corso dell’iter di approvazione, tale previsione è stata riformulata, modificando sia i destinatari sia le modalità di attribuzione del compenso. La versione definitiva del decreto stabilisce che il compenso venga riconosciuto non più in via generalizzata agli avvocati tramite un organismo intermedio, bensì direttamente al rappresentante munito di mandato che abbia effettivamente fornito assistenza al cittadino straniero. In particolare, il compenso è previsto per l’attività svolta nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito e viene corrisposto solo a conclusione del procedimento, subordinatamente quindi all’effettivo espletamento dell’iter previsto. La modifica appare finalizzata a rendere il meccanismo più aderente alla concreta attività di supporto prestata e a collegare l’erogazione del compenso all’esito del procedimento, introducendo un criterio di maggiore selettività e tracciabilità dell’intervento assistenziale. In questo modo, il legislatore ha inteso precisare meglio il ruolo dei soggetti coinvolti nell’assistenza ai cittadini stranieri, mantenendo al contempo l’obiettivo di garantire un adeguato supporto informativo e procedurale a coloro che intendano aderire ai programmi di rimpatrio volontario. Nel complesso, il decreto-legge conferma l’orientamento volto a promuovere strumenti di rimpatrio assistito come alternativa ai rimpatri forzati, prevedendo misure di accompagnamento e supporto che possano favorire una scelta consapevole da parte degli interessati.

La scheda del provvedimento

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