Cos'è la meningite, malattia che ha colpito il figlio di Sal Da Vinci da piccolo

Cause diverse e mortalità alta, la patologia può determinare complicanze gravi a lungo termine. La forma batterica preoccupa particolarmente medici e autorità sanitarie

(Fotogramma/Ipa)
(Fotogramma/Ipa)
10 marzo 2026 | 14.02
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Aveva 1 anno e mezzo Francesco, figlio del vincitore di Sanremo 2026 Sal Da Vinci, quando venne colpito dalla meningite. Una malattia che ancora oggi fa paura. Cause diverse, alto tasso di mortalità, sintomi inizialmente sfuggenti e un decorso che può diventare rapido e difficile da fermare. Non a caso, per l'Organizzazione mondiale della sanità "rimane una delle principali sfide globali per la salute pubblica". Perché la patologia - su cui si sono riaccesi i riflettori in Italia sull'onda del racconto di famiglia del cantante - può essere "devastante" e in grado di determinare "gravi complicanze a lungo termine". Epidemie di meningite se ne registrano in tutto il mondo, ricordano gli esperti, i microrganismi che possono causarla variano da batteri a virus, funghi, parassiti. A preoccupare in particolare medici e autorità sanitarie, per via del grave impatto, è la meningite batterica: circa 1 persona su 6 che contrae questo tipo di meningite muore e 1 su 5 presenta gravi complicazioni (da perdita dell'udito a difficoltà di linguaggio, memoria e comunicazione), segnala l'Oms in un focus, evidenziando che "il modo più efficace per fornire una protezione duratura" è ricorrere ai "vaccini" esistenti, che sono "convenienti e sicuri".

Come si manifesta la malattia e quali rischi comporta? La meningite, spiegano gli esperti, è l'infiammazione dei tessuti che circondano il cervello e il midollo spinale; può essere fatale, come testimonia anche la cronaca, e richiede cure mediche immediate. I sintomi più comuni sono rigidità del collo, febbre, confusione o stato mentale alterato, mal di testa, sensibilità alla luce, nausea e vomito. Ma le caratteristiche cliniche dei pazienti variano a seconda della causa, del decorso della malattia (acuto, subacuto o cronico), del coinvolgimento cerebrale (meningoencefalite) e delle complicanze sistemiche (sepsi). Anche ferite, tumori e farmaci causano un piccolo numero di casi. Ma è la meningite batterica il tipo pericoloso più comune e può purtroppo portare a decesso in poco tempo dalla scoperta dei sintomi, anche 24 ore. Colpisce persone di qualsiasi età, compreso i neonati che spesso presentano sintomi diversi rispetto agli adulti (i piccoli possono avere un comportamento insolito, essere meno attivi e difficili da svegliare, irritabili, avere un pianto debole e continuo, alimentarsi male e a fatica). Contro alcune delle principali cause batteriche esistono trattamenti e vaccini efficaci, ma "la meningite rimane una minaccia significativa in tutto il mondo", ribadisce l'Oms.

La maggior parte dei batteri che la causano è presente nel naso e nella gola e questi microrganismi si diffondono da persona a persona attraverso goccioline respiratorie o secrezioni faringee. Esistono 4 cause principali di meningite batterica acuta: meningococco (Neisseria meningitidis), pneumococco (Streptococcus pneumoniae), emofilo (Haemophilus influenzae), streptococco di gruppo B (Streptococcus agalactiae). Questi batteri sono responsabili di oltre la metà dei decessi dovuti a meningite a livello globale e causano altre malattie gravi come sepsi e polmonite. Importanti cause di meningite sono anche altri batteri come Mycobacterium tuberculosis, salmonella, listeria, streptococchi e stafilococco, ma anche virus come enterovirus e parotite, e ancora funghi (soprattutto il cryptococcus) e parassiti come l'ameba.

Chi è più esposto al pericolo? I bambini piccoli, senz'altro, ma non solo. I neonati sono maggiormente a rischio di streptococco di gruppo B, i bambini di meningococco, pneumococco e Haemophilus influenzae. Gli adolescenti e i giovani adulti sono particolarmente a rischio di malattia da meningococco, mentre gli anziani di malattia da pneumococco.

In Italia nel 2007 è stata attivata una sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive. Nel complesso, secondo gli ultimi dati disponibili nel rapporto dell'Iss (Istituto superiore di sanità) pubblicato a ottobre 2025, in Italia nel 2024 l'incidenza dei casi di malattia invasiva da meningococco è stata pari a 0,20 casi/100.000 abitanti, 3,35/100.000 per pneumococco e 0,57/100.000 per emofilo. Rispetto alla diminuzione nel numero di segnalazioni per i 3 patogeni registrata nel biennio 2020-2021, influenzato dall'emergenza pandemica per Covid-19, nel triennio 2022-2024 le incidenze per questi 3 patogeni hanno mostrato tutte un incremento progressivo, si legge sul portale Epicentro. Relativamente ai tassi di segnalazione per Regione/Provincia autonoma, si evidenzia una variabilità interregionale, con un gradiente decrescente da Nord a Sud del Paese. Complessivamente in Italia i casi segnalati nel 2024 di malattie invasive da Neisseria meningitidis, Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae e di meningiti da altri batteri sono stati in totale 2.632 (erano stati 2.399 nel 2023 e 1.473 nel 2022). Nel complesso, per i 3 patogeni si osserva un tipico andamento stagionale, con un maggiore numero di casi segnalato durante il periodo invernale.

Nonostante i significativi progressi compiuti a livello mondiale negli ultimi decenni, la meningite rimane una malattia molto temuta, per le gravi conseguenze e il notevole impatto emotivo, sociale ed economico sulle persone, le famiglie e le comunità. Per questo l'Oms insieme ai partner e agli esperti coinvolti nella prevenzione e nel controllo della meningite ha sviluppato una roadmap globale per sconfiggerla entro il 2030. Tre gli obiettivi ambiziosi a cui si punta: eliminazione delle epidemie di meningite batterica; riduzione del 50% dei casi di meningite batterica prevenibile con vaccino e del 70% dei decessi; riduzione della disabilità e miglioramento della qualità della vita dopo meningite dovuta a qualsiasi causa.

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