Achille Lauro confessa: "Non sono uno da movida. L'adolescenza? È stata frizzante"

Le parole del cantautore di 'Comuni mortali'

Achille Lauro - fotogramma/ipa
Achille Lauro - fotogramma/ipa
27 luglio 2026 | 17.16
Marica Di Giovanni
LETTURA: 2 minuti

"Non sono uno da movida o da locali. Sono diventato esattamente la persona che avrei voluto essere". Così Achille Lauro si mette a nudo e si racconta senza filtri in un'intervista rilasciata a ‘Io Donna’. Il cantautore di ‘Comuni mortali’ spiega: "Tendo a proteggere chi amo. Passo il tempo a costruire il mio mondo", racconta.

Una scelta che riflette il percorso personale e artistico compiuto negli ultimi anni: "Sono diventato esattamente la persona che avrei voluto essere: uno che lavora, crea e cerca di dare un senso alla propria vita attraverso quello che fa". Per questo, aggiunge, non esiste più una vera distinzione tra vita privata e lavoro.

"Sono completamente assorbito"

Lauro respinge anche le critiche di chi lo accusa di aver costruito un alter-ego: "Molti parlano del 'personaggio', ma per me il personaggio non esiste. Non c'è un confine tra persona e personaggio, né tra lavoro e vita privata. Sono completamente assorbito", afferma.

Nel corso dell'intervista parla anche dell'addio al ruolo di giudice di X Factor, definendolo "un'esperienza bellissima". Una scelta, però, maturata per seguire ciò che sente più vicino alla sua natura. "A un certo punto bisogna scegliere la vita che si vuole fare. Io sento di essere nato per fare quello che faccio. Seguo le mie vere passioni, seguo i miei grandi amori", spiega.

A guidarlo è anche una costante inquietudine: "Ne ho tanta. È una benedizione, ma anche una maledizione. Non riesco mai a vedere davvero il traguardo", confessa. Un'inquietudine che ha caratterizzato anche la sua adolescenza romana: "È stata piuttosto frizzante. Ma non rinnego nulla. Anzi, credo che tutti quei puntini, che allora sembravano messi lì a caso, oggi abbiano trovato un senso".

Ripensando alla sua carriera, costellata di successi ma anche di critiche, Lauro ammette che c'è un solo aspetto che continua a ferirlo: "Mi feriscono solo quando qualcuno pensa che quello che faccio sia superficiale o puro esibizionismo. Dietro ogni scelta c'è una costruzione molto seria. È come scolpire una statua e sentirsi dire che è uno scherzo".

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