Arena di Verona, grandi interpreti da tutto il mondo per quattro serate d'opera dal 6 al 9 agosto

Giovedì 6 la nuova Traviata, venerdì 7 debutta Turandot a cent’anni dalla prima nello spettacolo da fiaba di Franco Zeffirelli, sabato 8 il recente Nabucco ‘atomico’, domenica 9 in scena Aida nell’allestimento dorato e opulento di Zeffirelli

(Una scena de La Traviata, con la regia di Paul Curran - Ufficio stampa Fondazione Arena di Verona)
(Una scena de La Traviata, con la regia di Paul Curran - Ufficio stampa Fondazione Arena di Verona)
05 agosto 2026 | 14.48
Paolo Martini
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Dal 6 al 9 agosto, per l’Arena di Verona Opera Festival 2026, le verdiane Traviata, Nabucco, Aida incorniciano la prima stagionale di Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini a cent’anni dalla sua creazione. Quattro spettacoli diversi in quattro serate consecutive con centinaia fra complessi artistici e tecnici areniani e le stelle dell’opera, tra attesi ritorni e importanti debutti, dal podio ai protagonisti.

La Traviata, giovedì 6 agosto, ore 21.00. Cambio cast per La Traviata in Arena. L’opera di Verdi più amata e rappresentata al mondo va in scena nella produzione inaugurale del Festival 2026 tra splendori, contrasti ed eccessi della Belle époque parigina. La regia di Paul Curran si avvale delle scene di Juan Guillermo Nova, con costumi di Stefano Ciammitti, coreografie di Kyle Lang, luci di Fabio Barettin, e della collaborazione con Moulin Rouge di Parigi, rappresentato in scena con i suoi storici simboli di fine ‘800: l’elefante a grandezza naturale e, naturalmente, il mulino rosso. Debutto stagionale come Violetta per il soprano Rosa Feola, e come Alfredo per il tenore Enea Scala, accanto all’applaudito Germont di Luca Salsi. Completano il cast Anna Werle, Carlo Bosi, Francesca Maionchi, Nicolò Ceriani, Gezim Myshketa, Gabriele Sagona, Francesco Pittari, Carlo Bombieri. I complessi artistici areniani sono diretti dal Maestro Michele Spotti. Altre quattro repliche in cartellone, fino al 12 settembre, serata conclusiva del Festival.

Turandot, venerdì 7 agosto, ore 21.00. L’ultima opera di Puccini, rimasta incompiuta alla sua morte, vide la luce esattamente cent’anni fa. Turandot non poteva mancare in Arena, dove è il titolo più rappresentato del Lucchese e il quarto più frequente e amato nella storia del Festival, e dove torna in scena venerdì per la prima di sei recite, nello spettacolo da fiaba di Franco Zeffirelli con costumi della premio Oscar Emi Wada, luci di Paolo Mazzon, movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli. Anna Pirozzi impersona la principessa del gelo del titolo, e il tenore SeokJong Baek il principe ignoto che la sfida, con l’aiuto della dolce Liù e del padre Timur – per quest’unica recita interpretati da Mariangela Sicilia e Alexander Vinogradov. Grandi voci anche nei ruoli di fianco: Gezim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore, Carlo Bosi e – al debutto in Arena – il giovane baritono Ankhbayar Enkhbold. Debuttano anche le giovanissime voci bianche di Fondazione Arena, al primo cimento in scena. Sul podio, alla guida dell’Orchestra a pieni ranghi e del Coro areniano preparato da Roberto Gabbiani, il maestro Andrea Battistoni, veronese dalla carriera internazionale. Repliche il 14, 21, 27 agosto, 3 e 11 settembre.

Nabucco, sabato 8 agosto, ore 21.00. Posti ancora disponibili sabato sera per Nabucco, dramma verdiano biblico, romantico e corale per eccellenza, divenuto colonna sonora del Risorgimento italiano. Sul podio in Arena per la prima volta, il maestro Sebastiano Rolli, esperto interprete del Belcanto e di Verdi. Con lui debutta come Abigaille Marta Torbidoni, accanto al Nabucco del baritono sudcoreano Youngjun Park, allo Zaccaria di Alexander Vinogradov, alla Fenena di Anna Werle e all’Ismaele di Francesco Meli. Completano il cast Gabriele Sagona – gran sacerdote di Belo –, Matteo Macchioni – Abdallo – ed Elisabetta Zizzo – Anna. Lo spettacolo del visionario Stefano Poda racconta un’umanità divisa e in conflitto ma destinata alla riconciliazione: in scena grandi simboli, duelli di scherma coreografati per centinaia tra danzatori, mimi e figuranti, costumi in materiali innovativi e abbaglianti led. Oltre all’impegno dei Tecnici areniani, altro vero protagonista dell’opera è il Coro, preparato da Roberto Gabbiani. Solo tre repliche fino al 9 settembre.

Aida, domenica 9 agosto, ore 21.00. Aida, capolavoro di Verdi e opera regina dell’Arena, torna in scena nel classico allestimento d’oro, pietre multicolori e tessuti preziosi ideato dal regista e scenografo Franco Zeffirelli. Un Antico Egitto avvincente, con costumi di Anna Anni e luci di Paolo Mazzon, e un cast di artisti affermati: Aleksandra Kurzak è Aida, accanto al Radames del tenore Roberto Alagna, compagno d’arte e di vita. Ad opporsi all’amore dei protagonisti, la principessa Amneris di Clémentine Margaine, il gran sacerdote Ramfis di Alexander Vinogradov, il re etiope Amonasro di Youngjun Park e il Re egizio di Simon Lim. Completano il cast Carlo Bosi e Francesca Maionchi, messaggero e sacerdotessa. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ommassini. In scena centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino nelle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, con i primi ballerini Eleana Andreoudi e Ionuţ-Andrei Diniţă. Repliche il 15, 23, 30 agosto, 4 e 10 settembre.

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