Ernia si racconta: "Da Sanremo agli stadi bisogna sapere aspettare"

L'artista reduce dal successo del suo ultimo album si prepara per il tour nei palazzetti a marzo. "La mia priorità? Tornare a casa da mia figlia"

Ernia ospite dell'Adnkronos
Ernia ospite dell'Adnkronos
28 gennaio 2026 | 18.01
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"Andrò a Sanremo il giorno che sarò pronto". Per ora "sono abbastanza risolto" e la priorità è un'altra: "Tornare subito a casa" da Sveva, la figlia di sei mesi che gli ha cambiato la vita e le prospettive. A raccontarsi è Ernia, al secolo Matteo Professione, uno dei pesi massimi del rap italiano con 43 dischi di platino e 22 d'oro, ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube. L'artista si gode il successo del suo ultimo album, 'Per Soldi e Per Amore', che resiste ai vertici delle classifiche da quasi cinque mesi.

"È bellissimo, è una cosa bellissima", commenta Ernia sulla longevità del suo progetto. "È stato un momento in cui sono usciti tanti album, specialmente nel nostro genere, e però sta resistendo. Questa cosa è importante, vuol dire che l'album lavora sulla lunga". Un successo che si affianca a brani molto personali, come il suo ultimo singolo 'Berlino', dedicato alla sorella. La sua reazione? "Non ci siamo detti niente", svela il rapper con ironia. "Trovo un successo che non si sia arrabbiata, perché lei è una molto low profile. Il fatto che non sia venuta a dire 'a me non mi devi nominare' è già un grande traguardo”.

Il palco più discusso, quello dell'Ariston, resta per ora un'ipotesi lontana. "Uno si fa i suoi conti prima di decidere o meno di partecipare a Sanremo. È un'esperienza molto immersiva, una settimana veramente nel tritacarne, e già solo a introdurlo così mi viene un'angoscia", ammette Ernia. La sua non è una porta chiusa per sempre, ma una scelta legata a un preciso stato d'animo. "Ci andrò il giorno che mi sentirò pronto e dirò 'ma sì, andiamo'. Non lo escludo a priori, ma non adesso. Finora mi è andato bene così, quindi di che mi posso lamentare?". La partecipazione di colleghi come Nayt (in gara quest’anno con il brano ‘Prima che’), secondo lui, è una mossa giusta: "Lui è adatto, è giusto che abbia una cassa di risonanza di questo tipo".

Il cambiamento più grande nella sua vita, però, non riguarda la musica ma la sfera privata. A luglio è diventato padre di Sveva, e questo ha ridefinito tutto. "A livello artistico non è cambiato niente. Come essere umano? Beh, quello sicuramente. Io ora ho un pensiero fisso: devo tornare subito a casa perché c'è lei. Le priorità sono cambiate", confessa. Una trasformazione che lo ha reso "totalmente rimbambito. Ha ragione lei sempre. E ha solo sei mesi e mezzo", scherza.

Guardando al futuro, l'artista si prepara per il tour nei palazzetti a marzo, dove promette di ripescare anche brani che non esegue da dieci anni, e svela un'intenzione precisa per i suoi fan. "Sto cercando di portare gli ospiti non solo a Milano. Allora sto provando a convincere qualcuno a venire nelle varie città".

Con una carriera decennale alle spalle, Ernia lancia anche un monito ai giovani che sognano un successo facile nel mondo del rap. "C'è quest'idea molto diffusa del 'se ci credi, puoi'. Invece non è così. A volte è una botta di culo, diciamoci la verità". Il successo, avverte, "è una situazione sempre precaria". E per i grandi traguardi come lo stadio, la filosofia è la stessa di Sanremo: aspettare il momento giusto. "Mi metterei a ridere se me lo proponessero adesso, non ha assolutamente senso. Non ho la forza di fare uno stadio. Magari in futuro, tra altri dieci anni, se resisterò, vedremo". E il suo più grande sogno oggi? La risposta è semplice e disarmante: "Tornare a casa. Devo andare dalla bambina. Per ora sono abbastanza risolto". di Loredana Errico e Lucrezia Leombruni

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