Marracash si racconta in un docu-film, dalla periferia al trono del rap

Esce il 25 maggio al cinema 'King Marracash', il primo docu-film che ripercorre la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash. Alla regia Pippo Mezzapesa

 - (Photo credits: Andrea Tafel)
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23 aprile 2026 | 14.16
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Esce il 25 maggio al cinema 'King Marracash', il primo docu-film che ripercorre la carriera di Fabio Rizzo, in arte Marracash. Un progetto unico prodotto da Groenlandia - in collaborazione con Disney+ e in associazione con Adler Entertainment - arricchito dalle testimonianze di chi ne ha condiviso il percorso. Il docu-film - nelle sale solo il 25, 26 e 27 maggio - racconta un anno di sogni e trionfi del King del rap italiano, a partire da un’impresa senza precedenti in Italia, il primo tour negli stadi per un rapper italiano, con la sua tappa più prestigiosa (Milano, San Siro, 25 giugno 2025).

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Diretto da Pippo Mezzapesa, che ne ha curato anche il soggetto e la sceneggiatura insieme a Antonella W. Gaeta, Chiara Battistini e Shadi Cioffi, il documentario racconta il percorso dall’artista, dalle rime sparse al primo album, esplorando il successo e la stasi, la luce e il buio, la forza e la fragilità. Sulla scia dei racconti che svelano l’uomo dietro la rockstar, la cinepresa si concentra su Marracash, ma anche e soprattutto su Fabio. Il docu-film porta lo spettatore nei luoghi d’infanzia di Marracash, tra i casermoni della Barona, dove è cresciuto, nel cuore duro della periferia di Milano, per poi viaggiare in Sicilia con la sua famiglia.

Attraverso un racconto intimo lungo un anno passato in straordinaria prossimità con l’artista, vengono mostrati la quotidianità, gli amici, i collaboratori, i riconoscimenti, le canzoni e l’amore. Si tratta della chiusura di un cerchio dopo la trilogia di un album che lo ha definitivamente consacrato come artista di punta della scena musicale italiana. Il viaggio culmina con la restituzione del debito originario: un Block Party, un vero e proprio concerto da regalare al suo quartiere. Un atto dovuto e, al tempo stesso, una forma di profondo riscatto per chi viene dalla 'periferia di tutto'. Perché, come emergerà dal film, è possibile cambiare una storia già scritta e farne rap, ma è eccezionale diventare il King assoluto del rap.

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