Iran, Giulia Salemi: ''Non si può restare indifferenti di fronte a strage innocenti''

La conduttrice e influencer di origini persiane: ''Vivo nell'angoscia, da giorni non riusciamo a contattare nostri familiari a Teheran''

Iran, Giulia Salemi: ''Non si può restare indifferenti di fronte a strage innocenti''
14 gennaio 2026 | 19.45
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Non si può restare indifferenti di fronte a ''una strage di innocenti''. Così Giulia Salemi, la conduttrice e influencer di origini persiane, in un videomessaggio pubblicato sulle sue storie di Instagram, lancia un accorato appello ai suoi 2 milioni di follower per il popolo iraniano che, ''dopo 47 anni di oppressione - spiega - è tornato a riempire le piazze per reclamare la propria libertà''. L'influencer racconta anche dettagli più personali della sua vita spiegando di vivere nell'angoscia ''perché da giorni - riferisce -non riusciamo a contattare i nostri familiari a Teheran''. Giulia, profondamente legata al paese dove è nata sua madre Fariba Tehrani, fuggita da Teheran nel 1978 durante la rivoluzione islamica, è da sempre in prima linea per i diritti del popolo persiano. Nel 2022 infatti si rese protagonista di un intenso monologo al programma 'Le Iene', dove si rivolse alle donne iraniane in protesta contro il regime dopo la morte di Mahsa Amini. La conduttrice inoltre, per suo figlio nato dall’amore con Pierpaolo Pretelli, ha scelto il nome Kian che in persiano significa ''re''.

''Milioni di iraniani coraggiosi stanno manifestando contro la Repubblica Islamica, sfidando uno dei regimi più repressivi al mondo - continua Salemi nel videoappello - la risposta del Governo è durissima: hanno isolato il Paese, spegnendo internet, le luci e le linee telefoniche, nel tentativo di zittire le proteste e tagliare i contatti con il mondo esterno. Provate a immaginare se avvenisse qui a casa nostra. Come ci sentiremmo? - chiede l'influencer - soli, isolati dal mondo. Hanno aperto il fuoco sulla folla causando una strage di innocenti, oltre duemila morti e più di diecimila arresti. E siamo solo all'inizio. Non si può rimanere in silenzio davanti a questa violenza - sottolinea Salemi - Immaginate cosa significhi questo per chi in Iran sta lottando. Eppure - conclude - nonostante la paura, il coraggio del popolo iraniano brilla più forte. Sono il segno di quanto sia profondo il desiderio di libertà''.

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