Marco Conidi: "Fiero di Musica Mia' su Rai1, cultura non ha cappelli da appendere a destra o a sinistra"

Da domani la nuova stagione del programma in 16 puntate al via alle 17,55 con una puntata dedicata a Napoli, al fianco del conduttore Lorella Boccia

Marco Conidi:
29 maggio 2026 | 16.46
LETTURA: 3 minuti

"Sono molto felice e mi sento molto responsabilizzato: l'idea di passare su Rai1 con un programma dove si racconta la musica sull'uscio di casa e si va a trovare in giro per il Paese tutto quel fermento musicale e i grandi maestri del passato, è una cosa estremamente emozionante". L'entusiasimo traspare dalla voce di Marco Conidi, intervistato dall'Adnkronos dopo l'annuncio della riconferma di 'Musica Mia', la trasmissione che il cantautore e attore conduce affiancato da Lorella Boccia al via domani, 30 maggio, con la prima grande novità del passaggio da Rai2 a Rai1. I due conduttori, come nelle scorse stagioni, andranno a scoprire in giro per l’Italia i segreti e le storie della musica popolare e della canzone d’autore. "Da Nord a Sud scopriranno luoghi, paesaggi e tradizioni legate alle città e alle regioni italiane", spiega Conidi. Annunciando che le novità del nuovo corso saranno molte. "Ci saranno delle monografie sui grandi artisti della nostra storia della musica, la prima puntata sarà da Napoli con la canzone d'amore con Murolo, poi Pino Daniele, Battiato, Paoli, Jannacci, Califano, parleremo di Bigazzi, della new wave con ospiti importantissimi".

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In ogni puntata, l'artista canterà "un brano chitarra, voce e armonica di qualche grande autore, e la cosa più importante è che lo faremo in modo sempre molto intimo, come chi entra in casa, chiede permesso e si racconta con grande intimità". I luoghi del nostro paese in cui il duo è andato a svelare l'anima popolare della musica sono tanti: "A Catania per parlare di Battiato, ad Asti per conoscere meglio Paolo Conte per parlare con suo fratello e con bande di settantenni che si riuniscono per suonare i suoi pezzi -snocciola Conidi- Siamo stati a Genova, a Reggio Emilia per parlare con la band di Ligabue, a Bologna a parlare di Vasco con Solieri, a Roma, a Firenze, nel Salento dove una signora di novantasette anni è la prima tamburellista registrata in una pizzica, abbiamo intervistato gente come Cecchetto, insomma ogni puntata è un piccolo gioiello".

E sulla 'querelle' relativa ad una Rai 'telemeloniana' in cui non ci sarebbe cultura, Conidi scandisce: "Il mio programma è un programma da servzio pubblico. La cultura appartiene al popolo, e non ha cappelli da appendere né da una parte né dall'altra. Il programma l'avevo scritto andando in giro con l'Orchestraccia, vedendo che c'era un'Italia da raccontare. La Rai mi ha ascoltato e mi ha messo una squadra incredibile di autori che ha sviluppato 16 puntate, il Day Time ha fatto in modo che sia io che Lorella Boccia abbiamo potuto girare super accessoriati in circa 19 città in due mesi, uno sforzo di produzione altissimo. Questa è voglia di fare cultura, di intrattenere, di essere presenti nella vita e nel pubblico italiano". "Nessuno mi ha mai imposto alcuna censura, è il programma più libero del mondo ed è un programma unico, perchè la musica così nno è mai stata raccontata, e credo che faccia bene a tutti", chiosa Conidi.

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