Chi ha ancora paura di Marilyn Manson?

Tra sold out e rinascita, il 'Reverendo' continua a dividere, dopo il dietrofront del sindaco di Ferrara di ospitarlo nel convento delle suore in occasione del suo show l'11 luglio

Marilyn Manson in passerella a Parigi per Enfant Riches Déprimés (Ipa/fotogramma)
Marilyn Manson in passerella a Parigi per Enfant Riches Déprimés (Ipa/fotogramma)
23 aprile 2026 | 13.57
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Salta per “ordini dall’alto” l’accoglienza in convento a Ferrara per Marilyn Manson, previsto come backstage in occasione della data dell’11 luglio. E così, il retroscena che sembrava destinato a diventare una delle storie più curiose dell’estate si è trasformato in pochi giorni in un piccolo caso politico e culturale. Dopo aver annunciato che l'ormai ex Antichrist Superstar, 57 anni, sarebbe stato ospitato presso il convento delle suore di San Vincenzo, per il suo show al Ferrara Summer Festival, il sindaco leghista Alab Fabbri ha fatto dietrofront: le religiose non prenderanno parte all’accoglienza della rockstar. A far saltare tutto sarebbe stata l’eco mediatica della notizia. “Purtroppo, dopo tutta questa attenzione, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto”, ha spiegato il primo cittadino, lasciando intendere una decisione arrivata dalla Curia. Una scelta che, sempre secondo il sindaco, non riguarderebbe solo la data del concerto ma l’intero festival.

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E pensare che quella del convento come backstage era ormai una consuetudine consolidata. Negli anni, infatti, anche artisti dal profilo tutt’altro che ‘allineato’ come gli Slipknot avevano usufruito degli spazi delle suore senza particolari polemiche. “Tutti gli anni, in piazza Ariostea, gli artisti hanno potuto riposare nel backstage del palco”, ha ricordato il sindaco di Ferrara, sottolineando come la collaborazione fosse sempre filata liscia. Lo stesso sindaco ha poi voluto esprimere riconoscenza nei confronti delle religiose, sottolineando però che nella sua idea di Chiesa, "quando ci si trova di fronte a una ‘pecorella smarrita’, a maggior ragione bisognerebbe cercare il dialogo e accoglierla”, criticando quella che percepisce come una chiusura preventiva. “Siamo già al lavoro per trovare una nuova struttura. Peccato, questa sarebbe stata davvero una bella storia da raccontare”, ha concluso il sindaco.

Parole che si intrecciano inevitabilmente alla figura di Marilyn Manson, da oltre trent’anni una delle icone più controverse del rock internazionale. Sin dagli anni ’90, l’artista, al secolo Brian Hugh Warner, ha costruito la propria identità pubblica su provocazione e rottura, con performance che hanno spesso sfidato apertamente l’immaginario religioso e i valori tradizionali della Chiesa. Tra gli episodi più discussi, proprio quelli legati alla simbolica ‘profanazione’ della Bibbia sul palco, strappata durante i concerti, diventato per anni un marchio della sua estetica. Una reputazione che continua a dividerne il pubblico: per alcuni la rockstar resta un artista visionario, per altri una figura irricevibile. Ed è proprio questa polarizzazione a rendere comprensibile, almeno in parte, la decisione di fare un passo indietro dopo il clamore mediatico.

A ben guardare, la domanda oggi sorge spontanea: chi ha ancora paura di Marilyn Manson? La querelle di Ferrara, culminata con la decisione di non ospitarlo più in convento, dimostra che la domanda non è poi così retorica. Qualcuno ha ancora paura di lui. Non del personaggio sul palco, oggi più sobrio e misurato ma del simbolo che continua a incarnare. Sembrano lontanissimi i tempi in cui ogni suo concerto in Italia si trasformava in un caso nazionale, tra manifestazioni, processioni religiose e interrogazioni politiche nel tentativo di fermare gli show. Nel 2003, a Palazzo Marino si scatenò il finimondo a poche settimane dall’esibizione sul palco del Mazda palace di Milano, che poi saltò per un problema di salute del 'Reverendo', una tracheite. Stesso copione nel 2007 e nel 2012. Oggi, invece, il clima è completamente diverso. Fino all’episodio di Ferrara, non si sono registrate né proteste né mobilitazioni mentre la rockstar torna a calcare i palchi italiani, forte di un pubblico che continua a seguirlo con entusiasmo. Lo dimostrano i sold out registrati in tempi record per il ritorno live a Milano nel febbraio 2025 e a Bergamo nel novembre scorso, segnale evidente di un appeal che, nonostante anni difficili, non si è mai davvero spento.

Volenti o nolenti, Marilyn Manson è oggi in forma smagliante. Lo stesso artista ci tiene spesso a sottolineare i cinque anni di sobrietà dall’alcol e appare disintossicato, dimagrito e con la voce che dei fasti di ‘Holy Wood’, mostrando un’immagine diversa da quella eccessiva e distruttiva del passato. Anche l’estetica live riflette il cambiamento: scena quasi spoglia, luci essenziali, un total black lontano dagli eccessi visivi di un tempo. Niente croci rovesciate, niente Bibbie strappate o shock gratuito. Come a dire: prima la musica, poi tutto il resto. Le accuse di violenza domestica che avevano travolto l’artista – e che sono state recentemente archiviate – avevano inevitabilmente spostato l’attenzione lontano dai dischi e dai palchi. Ora, però, Marilyn Manson sembra deciso a riprendersi ciò che gli appartiene.

Provocatorio per definizione, adorato dai fan e respinto da chi non ha mai accettato il suo immaginario, oggi è più riflessivo e consapevole del peso della propria storia, anche grazie alla presenza costante della moglie Lindsay Elizabeth Warner, figura chiave di questo nuovo equilibrio. E' tornato a presenziare alle sfilate di Parigi, finendo, nel marzo scorso, in passerella per Enfant Riches Déprimés, e si prepara a celebrare i 30 anni di 'Antichrist Superstar', il suo album più potente e iconico, prodotto nel 1997 da Ternt Reznor. E soprattutto, non spaventa più nessuno. O quasi, verrebbe da dire. Pur non accendendo crociate politiche come un tempo, resta una figura capace di mettere a disagio e dividere. Musicalmente, la voce regge ancora. Lo si è visto nelle recenti esibizioni, a Milano nel febbraio 2025 e a Bergamo nel novembre scorso, entrambe sold out. E lo conferma l’ultimo album ‘One Assassination Under God - Chapter 1’, accolto in modo sorprendentemente positivo dalla critica, di cui è atteso quest’anno il secondo capitolo. E questo ritorno sembra solo l’inizio di una nuova, brillante, fase. Oltre a Ferrara, Marilyn Manson si esibirà anche a Bari il 13 luglio e a Roma il 14 luglio, a conferma che la sua seconda vita artistica è ormai ricominciata. Indipendentemente da ogni approvazione morale o benedizione "dall'alto". (di Federica Mochi)

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