Presentata a Roma la serie 'Portobello' di Bellocchio: "Nasce dallo stupore sul volto di Tortora, non è una mia battaglia civile"
"Enzo Tortora come Aldo Moro: traditi e abbandonati dal proprio Paese e dallo Stato". Così l’attore Fabrizio Gifuni parla della serie 'Portobello', incentrata sul caso Tortora e diretta da Marco Bellocchio, con il quale torna a lavorare dopo ‘Esterno Notte’, che ripercorre l’affaire Moro. Nella prima serie italiana Hbo Original che debutta su Hbo Max interpreta Enzo Tortora, il celebre conduttore del programma Rai che dà il titolo alla serie e che nei primi anni 80, all’apice del successo, fu vittima di un clamoroso errore giudiziario. "È una figura complessa da interpretare, vive di contraddizioni reali e apparenti. Si è detto tante volte che fosse un antipatico di successo", spiega Gifuni, "e così ho voluto indagare il suo carattere". Tortora "si batteva in solitaria per la fine del monopolio dell’emittenza televisiva, non apparteneva a nessuna Chiesa e nemmeno alla massoneria, era fieramente laico in un Paese cattolico. Questi aspetti di lui aiutano a capire il perché gli italiani gli hanno voltato le spalle. E questo lo vediamo ancora oggi", osserva Gifuni. "Spesso, anche sui social, assistiamo a questo modo tribale di godere della caduta di un uomo". Poi aggiunge che mentre "Corrado, Baudo e Bongiorno sapevano come farsi amare - spesso le loro gaffe non erano causali, e questo li faceva avvicinare ancora di più al pubblico - Tortora non è mai cambiato per compiacere gli altri".
‘Portobello’ debutta il 20 febbraio e non è un caso. Quel giorno del 1987, Tortora tornò in scena in Rai pronunciando la famosissima frase "dove eravamo rimasti..." rivolgendosi al pubblico. "Non ho deciso di raccontare la sua storia - sottolinea Bellocchio - in nome di una battaglia civile. Come è successo per Moro, è stata un'immagine a colpirmi". Nel caso di Tortora "il suo stupore quando esce in manette dalla caserma. Si chiede il perché di tutto questo, il perché di tanti fotografi e giornalisti. In poche ore la regia di questa grande messa in scena stava già funzionando", mentre il conduttore "stava vivendo un incubo senza risveglio". Un personaggio che all'epoca era lontano dalla prospettiva esistenziale di Bellocchio: "A quei tempi non capivo Tortora, un aristocratico che aveva un seguito di 28 milioni di italiani. Mi era indifferente. Poi, col passare del tempo, anche io mi sono fatto molte domande", dice Bellocchio spiegando che anche in lui inizialmente si era insinuato il sospetto: "se lo hanno arrestato, qualcosa avrà fatto...".
Durante la lavorazione della serie, dalla famiglia di Tortora - la figlia Gaia e la compagna Francesca - "nessuna pressione.Non c'è stata nessuna interferenza o limitazione, abbiamo avuto un rapporto ottimo". Nel cast di 'Portobello' - una produzione Our Films (società del gruppo Mediawan) e Kavac Film, in coproduzione con ARTE France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures (una società del gruppo Fremantle) - anche Carlotta Gamba, Romana Maggiora Vergano, Lino Musella, Barbora Bobulova, Federica Fracassi, Giada Fortini, Irene Maiorino, Giovanni Buselli, Davide Mancini, Paolo Pierobon, Gianluca Gobbi, Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi, Pier Giorgio Bellocchio, Alessio Praticò, Alma Noce, Salvatore D’Onofrio, Francesco Russo, Gennaro Apicella, Luciano Giugliano, Alessandro Fella, Antonia Truppo, Gianmaria Martini, Fabrizio Contri e con la partecipazione di Gianfranco Gallo nel ruolo di Raffaele Cutolo, di Tommaso Ragno nel ruolo di Marco Pannella, di Valeria Marini nel ruolo di Moira Orfei, Francesca Benedetti nel ruolo di Paola Borboni e di Alessandro Preziosi nel ruolo di Giorgio Fontana.